Audi, buona la prima! A Silverstone vincono Audi e lo spettacolo; Formula 1 prendi nota

Buon anno Mondiale Endurance! Dopo diversi mesi di attesa nel week-end appena concluso è finalmente ricominciato il campionato di durata più importante. Tante le novità tecniche, la Toyota ha fatto scuola sull’ala posteriore, tra cui anche una sportiva: il format delle qualifiche. La pole ora si decide attraverso la media matematica di quattro tempi realizzati dai 2/3 dell’equipaggio in una sessione da 20 minuti. La formula si è rivelata entusiasmante -F1 prendi appunti- in quanto tutti si sono riversati immediatamente in pista senza lasciare il pubblico “a bocca asciutta” fino alle ultime battute come avveniva gli anni passati. L’unico neo sembrerebbe la brevità del turno che in 20 minuti vede 31 vetture, dalla potenza impari, cercare il tempo; nessuno ha intenzione di rallentare e dunque aumenta drasticamente il rischio di incidenti.

Qualifica nuova, vita nuova; la prima vittima è l’Audi #1 (Lotterer, Treluyer, Fassler) che sbaglia strategia e può solo guardare il duo Toyota e la vettura gemella prendersi le prime tre posizioni, accontentandosi della quinta. In gara la musica cambia e così le due R18 sono capaci di prendere prima, e doppiare poi, le TS030. L’esito di questa corsa dimostra senza dubbio come l’endurance sia cambiato visto che tutto è rimasto incerto fino agli ultimi.. 4 minuti! Tutto inizia quando il cronometro Tudor, Rolex è passato in Formula 1 come avrete notato dagli ampi spazi ad esso dedicato nelle vie di fuga, segnava meno 20; l’impetuoso Allan McNish finisce in testacoda, ponendo fine alle speranze di vittoria per la R18 e-Tron Quattro #2 (McNish, Kristensen, Duval). In realtà è solo l’inizio -della fine- visto che lo scozzese intenta una rimonta storica, degna di menzione negli Annales Maximi, coronata col sorpasso alla Brooklands a soli quattro minuti dal termine ai danni della gemella #1 che vale la vittoria della gara inaugurale, e del Tourist Trophy.

La pioggia a sprazzi non ha avvantaggiato la Toyota che è entrata in crisi di gomme fin dai primi giri probabilmente a causa di un’errata scelta del set-up, pensato magari per la pioggia che ha caratterizzato buona parte della settimana. Chissà quanto abbiano riso Wolfgang Ullrich ed i suoi all’interno del box Audi dinanzi all’inconsistenza dello scroscio d’acqua caduto nella quarta ora di gara che sembrava aver riacceso rilanciato la compagine nipponica tanto da convincere Wurz e Lapierre a montare le rain.

In LMP2 la vittoria è andata alla Delta-ADR di Graves, Walker e l’ex Williams Pizzonia; le tanto attese Lotus T128 sono state bersagliate da sfortuna ma soprattutto affidabilità che ha costretto le due monoposto al ritiro prematuro.

In GTE Pro ed AM domina prima di tutto il Balance of Performance, che consegna la vittoria di entrambe le classi alla Aston Martin. Ferrari paga lo scotto di un peso maggiorato, mentre Porsche di un restrittore aumentato ancora di 0.7 mm.