A Road America un tuffo nel futuro

L’evento andato in scena questo weekend sul tracciato di Elkhart Lake è stato un prelibato assaggio di quanto vivremo nel 2014 con la nascita della United Sports Car Racing. Grand-Am e American Le Mans Series sono scese in pista a ventiquattro ore di distanza l’una dall’altra su uno dei circuiti più belli ed impegnativi del mondo, quello di Road America, e oltre che mostrare un grande spettacolo hanno anche dato la possibilità di trarre le prime conclusioni e plasmare le aspettative in vista della fusione.

Partiamo, però, dai resoconti di gara.

La prima serie ad accendere i motori é stata la Grand-Am, che nel pomeriggio di Sabato ha celebrato la prima vittoria del giovane Brendon Hartley (noto ai più come ex-pilota del vivaio Red Bull e attualmente coinvolto nel programma Mercedes di Formula 1) e di Scott Mayer. L’equipaggio dello Starworks Motorsport ha portato al traguardo la BMW/Riley #8 davanti alle due Corvette dell’Action Express Racing, rispettivamente condotte da Christian Fittipaldi/João Barbosa e da Burt e Brian Frisselle.

Il momento chiave della gara è stato la seconda e ultima caution, causata dal ritiro della BMW/Riley #42 del team Sahlen. Fino a quel momento Dane Cameron e Wayne Nonnamaker avevano fatto il bello e il cattivo tempo, ottenendo la pole e dominando la gara, ma a quarantuno minuti dal termine della corsa una rottura meccanica ha dissolto le loro velleità di vittoria.

La prima delle due bandiere gialle era stata dovuta alla fermata di Ryan Dalziel all’uscita della pit lane, che rischiava seriamente di compromettere la leadership sua e di Alex Popow nella classifica generale. Nonostante il ritiro, però, i compagni di squadra dei trionfatori sono riusciti a mantenere la testa grazie anche ad una non brillantissima ottava piazza dei loro inseguitori Alex Gurney e Jon Fogarty, ora staccati di quattro lunghezze.

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A dodici punti, quinti in classifica dietro a Fittipaldi (3º) e Barbosa (4º), stazionano Jordan Taylor e Max Angellelli. Gli alfieri del Wayne Taylor Racing si trovavano in lotta per la vittoria ma sono stati pesantemente sfavoriti dall’arrivo della caution, in quanto unici nel gruppo di testa a dover necessitare di un ulteriore rifornimento, e hanno archiviato un deludente settimo posto.

Due BMW sul podio della classe GT: la #94 di Bill Auberlen e Paul Dalla Lana si aggiudica il successo davanti alla Porsche di Patrick Long/Patrick Lindsey e alla vettura gemella, la #93 di Michael Marsal e Maxime Martin. Quarto posto per la Ferrari del team AIM, orfano di Max Papis (impegnato nella NASCAR Sprint Cup Series in quel di Watkins Glen) ma egregiamente supportato da Leh Keen e Ken Wilden.

Joel Miller e Tristan Nunez fanno loro il successo tra le vetture GX mentre Jim Norman mantiene il primato in classifica riducendo il proprio vantaggio su Miller a dieci punti.

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Domenica é invece andata in scena la Orion 245 della ALMS, resa incerta dalla pioggia che nella mattinata aveva inumidito la pista, costringendo le squadre a partire con pneumatici intermedi e a passare a gomme slick in corso d’opera.

Pare quasi superfluo dire della vittoria di Lucas Luhr e Klaus Graf nella categoria P1. L’equipaggio del Pickett Racing ha preceduto la Lola motorizzata Mazda di Tony Burgess e Chris McMurry, regolarmente più lenta di circa tre secondi al giro. Sembrano invece molto interessanti i progressi della Deltawing, che in alcuni frangenti ha persino comandato il gruppo (salvo poi essere inesorabilmente ripresa dalla HPD-ARX #6 dei vincitori) e ha chiuso una gara per la prima volta in questa stagione, al quinto posto assoluto. Portata in gara dai soliti Andy Meyrick e Katherine Legge, la singolare vettura con propulsore Nissan ha evidenziato una ottima velocità di punta sui rettifili, mentre sono ancora evidenti le lacune in fase di curva.

In P2 svettano Scott Tucker e Simon Pagenaud, chiamato a sostituire il convalescente Ryan Briscoe sul prototipo #551 del Level 5 Motorsport e subito competitivo. Al secondo posto si stabiliscono Guy Cosmo e Scott Sharp mentre la terza posizione è a favore di Marino Franchitti e Ricardo Gonzalez.
Bruno Junqueira e Duncan Ende si aggiudicano la gara per quanto riguarda il Prototype Challenge.

Complice un sostanzioso aiuto da parte del Balance of Performance e dell’arrivo in regime di caution, in GT si è assistito alla prima vittoria dal ritorno alle competizioni per la SRT Viper, ben condotta dai veloci Dominik Farnbacher e Marc Goossens. L’auto #91 era al limite con il carburante e ha rischiato di doversi fermare a rabboccare ma la bandiera gialla è stata provvidenziale.
Dietro i vincitori terminano le Chevrolet Corvette di Jan Magnussen/Antonio Garcia e Tommy Milner/Oliver Gavin.

L’ordine d’arrivo della categoria GTC vede invece una tripletta Porsche sul podio: Spencer Pumpelly e Nelson Canache Jr., piloti del Flying Lizard Motorsport, si sono imposti nei confronti di Jeroen Bleekemolem/Cooper MacNeil e Henrique Cisneros/Sean Edwards.

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Grand-Am e ALMS torneranno in pista, rispettivamente, questo fine settimana al Kansas Speedway (per il terzultimo round stagionale) e il 31 Agosto a Baltimore.

Come accennato in apertura, l’evento di Elkhart Lake ha fornito degli spunti di riflessione in relazione al prossimo anno, alla convivenza delle due serie.
In particolare saltano agli occhi le importanti differenze nei tempi sul giro tra i prototipi P2 e DP. Se le prestazioni della Deltawing sono in qualche modo comparabili a quelle delle LMP2, il discorso cambia per quanto riguarda la top class della Grand-Am che sulle quattro miglia di Road America prende una paga di tre, quattro secondi (se non addirittura cinque).

Il confronto è agghiacciante: stando ai cronometrici realizzati in gara, le barchette ballano tra 1’57” e 1’58”, mentre i DP si barcamenano su un ritmo di 2’01″/2’02”. Questo dev’essere un segnale forte per l’IMSA chedeve rendersi conto dell’impossibilità di appianare differenze così abissali semplicemente flangiando i motori delle P2. Servono interventi che velocizzino i Daytona Prototypes e li rendano più guidabili nelle curve, perché in quel frangente perdono tanto.

Non resta che attendere il completamento del regolamento della serie, sperando che si arrivi ad una soluzione accettabile. Per il momento, il pubblico si è goduto un fine settimana spettacolare come pochi.

Edoardo Vercellesi

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