ALMS: colpi di scena a ripetizione in quel di Baltimore. Luhr e Graf finalmente campioni

Quando si dice che il motorsport è imprevedibile non si pronuncia una frase fatta e il Grand Prix of Baltimore, settima e quartultima gara della stagione di ALMS, ne è la prova inconfutabile.

La cronaca della corsa somiglia ad un’Odissea, a partire dal rocambolesco inizio che vede Chris Dyson anticipare di un’inezia la partenza rispetto a Klaus Graf ed essere penalizzato. Neppure il tempo per le vetture di passare sotto la bandiera verde e Anthony Lazzaro sperona e manda in testacoda Scott Tucker sul rettilineo principale, innescando una carambola che vedrà coinvolte altre cinque vetture: #62 (Beretta/Malucelli), #17 (Henzler/Sellers), #93 (Bomarito/Wittmer), #48 (Miller/Holzer) e #06 (Long/Kimber-Smith). Di queste, solo la SRT Viper riuscirà a riprendere il via.

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Un’ora più tardi si riparte per una gara “sprint” di ottanta minuti ma dopo quattro curve è il momento della prima caution di giornata, causata dal contatto tra Ed Brown e Chris Cumming. Nel frattempo i team effettuano i primi pit stop e scontano le prime penalità: la Viper #91 per superamento del limite di velocità ai box, Dyson per partenza anticipata e Lazzaro per il contatto iniziale. Un problema al radiatore affligge la Porsche #45 di Canache Jr./ Pumpelly e causa una spettacolare fuoriuscita di liquido che quasi allaga la piazzola di sosta.

A quarantacinque minuti dal termine si rimescolano le carte della classe GT. Un errore della BMW di Maxime Martin alla chicane costa due posizioni e un danno al paraurti posteriore, destinato a staccarsi pochi minuti dopo obbligando ad esporre la seconda bandiera gialla della gara. Del problema del pilota belga approfittano le due Corvette di Gavin e Garcia, che si lanciano all’attacco del leader Müller.

Mancano venti minuti alla fine quando la seconda caution lascia spazio alla bandiera verde. Van Overbeek, sulla #02, colpisce le gomme all’interno della chicane causando scompiglio tra gli inseguitori: le due Corvette attaccano Müller, Magnussen si porta in testa tra le GT seguito a ruota dal compagno di squadra Milner. Poco dopo è Luhr a dover lasciare strada a Guy Smith, che per pochi minuti deterrà la leadership salvo poi doverla cedere di nuovo al tedesco.

La lotta nella categoria GTC si accende a una decina di minuti dal termine. Uno scatenato Jay Heylen tenta di risalire la china e ingaggia un duello con Sean Edwards che termina con un contatto: la Porsche brandizzata Hertz guadagna il terzo posto di classe e costringe la #30 a subire anche il sorpasso di Andy Lally, pilota del team Dempsey-Del Piero.

A tempo quasi scaduto si decide la corsa del Prototype Challenge. Il leader Colin Braun rientra ai box per lasciare spazio a Jonathan Bennett: il suo compagno di equipaggio, infatti, non aveva completato uno stint di guida sufficientemente lungo da permettergli di prendere punti. Il comando viene preso da Dane Cameron, che però rompe una sospensione quando manca soltanto un minuto e quaranta alla bandiera a scacchi. La vittoria viene ereditata da Charlie Shears e Tristan Nunez sulla Oreca #18; Braun/Bennett sono secondi e precedono Cameron/Guasch.

Lucas Luhr e Klaus Graf colgono la sesta vittoria consecutiva su sette gare, convincendo meno del solito ma agguantando il titolo assoluto. Dyson/Smith chiudono a meno di tre secondi di distacco malgrado la penalità e si lamentano dell’ingiusta sanzione comminatagli dai commissari. “La manovra non ci ha portato alcun vantaggio”, sostiene un durissimo Dyson. “La bandiera verde significa che si può schiacciare il gas a tavoletta ed è quello che io ho fatto quando l’ho vista. Sono disgustato da quanto deciso dalla Direzione Gara, il pubblico non merita queste stupidaggini dopo aver perso un’ora di spettacolo ad inizio gara”.

Marino Franchitti e Guy Cosmo (insieme anche a Scott Tucker, rientrato in gara sul secondo prototipo del Level 5 per guadagnare punti in chiave iridata) si impongono in P2 sui penalizzati Sharp/Lazzaro e Brown/Van Overbeek. Jan Magnussen e
Antonio Garcia fanno invece loro la gara della classe GT davanti ai “gemelli” Gavin/Milner e alle BMW di Müller/Hand e Martin/Auberlen (qualificatesi rispettivamente seconda e prima di categoria).

Lo spettacolo del GT Challenge culmina al photofinish. Per pochi millesimi Heylen (in coppia con Mike Hedlund) non riesce a beffare Jeroen Bleekemolen (coadiuvato da Cooper MacNeil). Il primo posto va a Dion Von Moltke e Seth Neiman.

Il terzultimo appuntamento della stagione 2013 di American Le Mans Series si terrà al Circuit of the Americas di Austin, Texas, tra il 20 e il 22 di Settembre. Poi, dopo altri due eventi, sarà il momento di dire addio al passato e gettarsi a capofitto nel futuro, la United SportsCar Racing.

Edoardo Vercellesi


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