GT Italia: al Mugello si impongono Porsche e BMW, Frassinetti-Beretta leader

Comandini-Gagliardini (Roal Motorsport,BMW Z4 GT3 #5
Comandini-Gagliardini (Roal Motorsport,BMW Z4 GT3 #5

Il quarto atto del Campionato Italiano GT è andato in scena lo scorso fine settimana al Mugello e ha visto alternarsi alla vittoria, in gare piuttosto vivaci, prima la Porsche di un’imprendibile Postiglione, in coppia con Donativi, poi la BMW di Gagliardini e Comandini. Fine settimana nero per i leader di campionato Schirò-Berton e per la Corvette della Solaris Motorsport.

Lo spettacolo offerto dallo starting grid della serie tricolore non ha eguali in Europa, se si esclude il Blancplain: 39 auto – ormai potremmo dire di media – di otto costruttori diversi, a suonarsele di sacrosanta ragione in due gare da 50 minuti ad ogni fine settimana. Al Mugello, le ostilità sono cominciate anche prima, quando Lucchini e Bianchi – incolumi – hanno demolito le rispettive Ferrari e Lamborghini nella prima sessione di prove libere causando una bandiera rossa che ha posto fine alle FP1 dopo poco meno di 30 minuti. Tutti fermi in pit lane, sopratutto Marcello Puglisi, alla terza bandiera rossa di fila nel giro di lancio tra Mugello e Imola. Se non è un record questo…

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A proposito di bandiere rosse e Solaris, per non essere da meno Francesco Sini, compagno di Puglisi, ha beccato altri due drappi rossi (pulizia pista e rottura motore Bortolotti) esattamente nei due giri veloci in qualifica 1. Così, giusto per capirsi per bene su che aria tirava anche in Toscana. Tra una bandiera rossa e l’altra, le due pole sono andate alla Ferrari di Stefano Gattuso (gara 1) e all’Audi di Emanuele Zonzini (gara 2), mentre tra le Cup – ossia le GT provenienti dai monomarca e di solito affidate ai gentlemen – hanno svettato Christian Passuti (Porsche) per la corsa del sabato mentre per la manche domenicale ha primeggiato la Lamborghini di Parel.

Donativi-Postiglione (Ebimotors, Porsche 911 GT3 #44)
Donativi-Postiglione (Ebimotors, Porsche 911 GT3 #44)

La prima gara è stata vinta dalla Porsche Ebimotors di Donativi e sopratutto Postiglione. Quest’anno Vito è una furia e, quando può, fa di tutto per dimostrarlo. Per informazioni guardare il sorpasso all’esterno della San Donato compiuto su Zonzini, che gli è valso poi la vittoria di gara 1. A proposito di Audi, la casa dei quattro anelli è stata la grande protagonista del weekend nel bene e nel male. Le R8 al Mugello volavano, dopo la pole in Gara 2 e due sessioni di qualifica comunque convincenti, gli uomini del team di Radaelli si aspettavano probabilmente la vittoria in gara, ma questa è sfumata per ben due volte: dopo la sverniciata all’esterno di Postiglione su Zonzini, alla domenica è stato Comandini a passare sul rettilineo principale Amici e togliere ancora una volta il successo al team di Nibbiola, abile comunque a conquistare due podi. I podi in realtà sarebbero tre, ma Capello-Zonzini, terzi sul traguardo di gara 2, sono stati retrocessi per cambio pilota irregolare al quarto posto.

La corsa del sabato si è sostanzialmente decisa a metà gara, quando, esattamente in occasione della finestra dei pit stop, la safety car è stata costretta ad entrare in pista per permettere ai commissari di ripulire il tracciato. In questo frangente la Solaris Motorsport ha compiuto un piccolo capolavoro, quando ha richiamato ai box con un tempismo da primato Sini – partito 14esimo e rientrato in pit addirittura sesto! – permettendo a Puglisi di tornare in pista in seconda posizione dietro la safety car alle spalle di Zonzini. Chi invece ha perso tutto dall’entrata in pista della vettura di sicurezza è stata la Ferrari Villorba Corse leader di campionato, che ha cannato il pit stop ed è rimasta dietro la safety car: da secondi a trentesimi, istruzioni per l’uso. Rientrato in pista nel bel mezzo del gruppone, il buon Berton si è dato da fare arrivando a suon di sorpassi fino al 15esimo posto finale. Miglior sorte non è toccata nella seconda corsa alla Ferrari #88, con Berton che ha subito l’esplosione di una gomma e ha dovuto fare un intero giro su tre ruote: 14esimi sotto la bandiera a scacchi e testa del campionato persa. Berton e Schirò sono ora terzi, a 6 punti dalla Ferrari Ombra di  Frassinetti-Beretta, che in Toscana hanno centrato due solidi podi.

La gioia della Solaris Motorsport è durata fino a metà del primo giro in bandiera verde, quando Puglisi, che aveva dovuto cedere la posizione ad uno scatenato Postiglione, è stato centrato dall’Audi di Mapelli che, per via di un problema al motore, ha anticipato fin troppo le pratiche del tentativo di sorpasso, provando la manovra con quattro ruote sull’erba all’interno della chicane. Patratac, Corvette costretta a recuperare – finirà dodicesima mostrando un ritmo gara da podio alto, ad accrescere ancora di più il disappunto degli uomini di Notaresco – e Mapelli penalizzato con un drive throught settimo sotto la bandiera a scacchi. Alla fine sarà Postiglione-Donativi, Zonzini-Capello e Frassinetti-Beretta, col poleman Gattuso quinto al traguardo dopo aver perso la leadership con l’entrata della safety car.

La seconda corsa ha invece visto la resurrezione – sportivamente parlando eh! – della BMW Z4 della Roal Motorsport che in gara 1 era stata invece costretta a litigare con un ABS difettoso. Con una gran gara, il gagliardo Gagliardini e il comandante Comandini (ci scusiamo fin da ora per l’ignobile gioco di parole) a suon di sorpassi decisi sono andati a prendersi la coppa del primo classificato per la gioia del team manager Ravaglia. Subito fuori Postiglione, nella sabbia nelle concitate fasi iniziali di gara e costretto ad una corsa di rimonta che lo porterà fino alla nona posizione finale e quarta, a 8 punti, in campionato.

Le Audi, rivitalizzate dal BOP e dall’andamento del tracciato del Mugello, hanno comandato le prime fasi di gara, prima di dover cedere le armi alla BMW vincitrice. Con un gran partenza, si è fatta notare la McLaren di Biagi, a lungo in seconda posizione fino al pit stop. La coupè inglese avrebbe potuto terminare la gara in sesta posizione, ma a due giri dalla fine Francioni, subentrato a Biagi e in lotta con la Mercedes di Mora, ha perso il controllo della vettura e si è insabbiato. Ancora una volta Frassinetti-Beretta, con la Ferrari-Ombra, hanno messo in cascina una gara consistente che li ha portati fino al quarto posto finale, divenuto terzo dopo la penalizzazione dell’Audi #6. Gattuso-Casè, secondi in campionato, sono giunti sesti sotto la bandiera a scacchi nonostante un testacoda, senza conseguenze, del primo mentre tentava di attaccare Francioni. Out ancora prima di iniziare la Corvette di Puglisi, fermo con un semiasse ko: esorcista professionista cercasi.

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Il risultato della seconda gara è stato però parzialmente condizionato dalle penalità rifiliate in abbondanza per irregolarità (uscita anticipata) ai pit stop. Capello-Zonzini hanno perso il podio, ma a finire sotto la mannaia dei commissari sono stati anche Beretta, Bodega, Gai, Mantovani, Mapelli, Mugelli, Perel, Selva e Zaugg in rigoroso ordine alfabetico. Questo perchè nel campionato italiano GT le soste ai box hanno un tempo minimo obbligatorio e chi sgarra, invece di subire un drive drive through, viene solo penalizzato con un tempo a fine gara maggiorato di tre volte rispetto a quello che hai anticipato. Per capirci, esci con un secondo di anticipo? Te ne becchi tre a fine gara. Un sistema che si presta a troppi giochini, che ha già rischiato di rovinare il bellissimo finale di campionato 2014, quando Mapelli è uscito in anticipo dai box (roba di poco di ma pur sempre in anticipo) e si è infilato giusto davanti alla Ferrari di Gianmaria, suo diretto rivale al titolo.

A proposito di titolo, ricapitoliamo. In testa alla classifica ci sono ora Francioni-Beretta con 71 punti, seguiti da Casè-Gattuso (70), Berton-Schirò (65), Postiglione-Donativi (63) e Viberti-Bortolotti (61). In GT Cup i fratelli Pastorelli hanno 5 punti di vantaggio su Maino-Selva, mentre nella Coppa Huracan Zaug-Tanca comandano su Mantovani.

Massimiliano Palumbo