Il Ringhio di Sini – Scusate il ritardo!

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“Scusate il ritardo”, già. Devo scusarmi con i nostri tifosi per averli fatti penare, sperare e aspettare. Ci è voluto un filo più del previsto ma alla fine siamo tornati! Il podio di Monza ci ha riportati in alto, anche se ancora non sul gradino dove vorremmo essere, ma ci stiamo avvicinando!

Monza per noi ha rappresentato il riscatto, la rinascita. Per tutto il team è stata una rivincita nei confronti di quanti avevano dubitato delle nostre qualità, di chi aveva sparato a zero senza sapere, senza conoscere.

Siamo una squadra giovane, abbiamo tanto da imparare, nessuno di noi crede di essere un fenomeno o, peggio, “arrivato”, ma allo stesso tempo, con la stessa umiltà, siamo consapevoli di essere una squadra preparata e capace, con tantissima voglia di emergere. Che vada bene o che vada male, “ogni maledetta domenica” noi sappiamo di aver dato l’anima per questo sport.

Ero rimasto molto male nel dopo Vallelunga, avevo letto qua e là commenti…poco carini, diciamo, critiche – e sia ben chiaro, sono le benvenute, quando sono fondate. – e talvolta anche peggio, forse anche un pò gratuite. Però voglio dire grazie anche a tutte queste persone che hanno perso un minuto del loro tempo per darci degli incapaci, probabilmente sono state la miglior spinta, la miglior energia che potessimo ricevere: ci hanno caricato a mille e hanno creato in noi una decisa voglia di rivalsa!

frà2Nel fine settimana di Monza ho imparato tanto sulla nostra “Vette”, Daniel Keilwtiz e l’Ingegnere Had che erano li con noi sono stati un’inesauribile fonte di sapere, mi hanno aiutato tanto a crescere. Per quanto riguarda me, sono molto soddisfatto della mia progressione in termini di tempi sul giro, il fatto di aver fatto registrare gli stessi tempi di Daniel in Gara 2 mi rende orgoglioso, perchè lui è il pilota di riferimento per la Corvette, è quello che più di tutti ha vinto con questa vettura in Europa ed essere stato veloce quanto lui è un ottimo indizio. Mi dispiace di aver commesso qualche errore in qualifica, sono molto severo con me stesso e faccio sempre fatica ad accettare di sbagliare, ma piano piano comincio a capire questa macchina.

A volte mi piacerebbe far capire a tante persone quanto lavoro ci sia dietro un team da corsa. Vorrei provarci anche qui, in poche righe, giusto per rendere l’idea e condividere con voi cosa vuol dire correre. Nel mio caso non è solo infilarmi un casco e spingere la macchina oltre i suoi limiti, cercando di non superare i miei…

A casa bisogna organizzare davvero parecchie cose, dal rialzo della vettura, all’organizzazione dei turni di lavoro in officina, alla ricerca e all’acquisto dei materiali e alla relativa gestione delle scorte di ricambi in officina e sul camion.
E una volta finito con la Corvette, si inizia a controllare, e quando serve a sistemare, tutti i mezzi che usiamo in pista: camion, quad, motorini. Sembrano cose da poco, ma pensate a cosa succederebbe se in pista, ad esempio, si rompesse il quad con cui spostiamo le gomme…

Poi ci sono da controllare tutte le documentazioni varie ed eventuali, da quelle dei mezzi, a tutto ciò che serve in una gara: moduli di iscrizione, ordini di benzina e gomme, scarichi di responsabilità, pagamenti. Saltare, o avere un problema con solo uno di questi, rischia di mettere in dubbio l’intero weekend di gara.

frà3Quindi arriviamo alla weekend di corse vero e proprio: bisogna organizzare la trasferta, prenotare hotel, aerei, auto e controllare di non essersi dimenticati di nessuno. C’è poi da curare la parte “immagine”, il materiale pubblicitario, gli adesivi, i video, le pagine social, il sito internet, i rapporti con gli sponsor e i fornitori.

Per mia fortuna, in alcune di queste ricevo aiuto: da mio padre, da mia sorella, il nostro addetto stampa Max e da i ragazzi, in officina prima e in gara poi, ma…le cose da fare non finiscono mai e purtroppo io faccio sempre fatica a delegare: voglio sempre tenere tutto sotto controllo. Lo so, è un difetto, dovrei, ruba anche tanto del mio tempo libero, ma…che ci posso fare!

A tutto questo c’è da aggiungere il lavoro da fare nell’off season: i test motori al banco prova, ai quali io presenzio sempre (devo sapere il mio bimbo di cosa è capace e quanto può spingere!), bisogna pianificare un mare di cose come materiali di consumo, fornitori, accordi, trovare piloti…

Fatto tutto questo, finalmente posso andare in pista!Quindi capite che si corre quando…si corre, ma si corre anche per permettere a tutti noi di correre! E, nei ritagli di tempo (…), avrei anche il mio lavoro…

Quando finisco tutte queste cose, metto finalmente il casco e salgo in macchina per fare quello che più mi piace, guidare!!! Capite però che un conto è fare solo questo, arrivare in pista, abbassare la visiera e giù di gas come non ci fosse un domani, e un conto è arrivarci dopo aver fatto tutto il resto a casa.

Chi fa solo il pilota ha più tempo per curare la preparazione fisica, ha la mente più libera per concentrarsi al meglio senza avere tanti altri pensieri. Soprattutto ha anche più tempo per test e gare. E io, che ho fatto “questo e quello”, noto bene la differenza. D’altro canto, però, ho imparato in 3 anni e mezzo di Solaris ad innamorarmi anche di tutta la parte organizzativa, ho imparato molto a livello di tecnica, sporcandomi direttamente le mani con i meccanici e ho imparato ad apprezzare ancora di più ogni singolo risultato positivo perché ora so quanto impegno e sacrificio c’è alle spalle.

Non sono scuse, ho voluto la bicicletta e pedalerò anche quando sarà finito il fiato, magari spinto dalla mia squadra. Ma ora potete ben capire perché difenderò sempre a spada tratta il lavoro del mio team, ora capite perchè ne sarò sempre orgoglioso e perché prometto di portarlo sempre ai massimi livelli!

La Solaris per me è diventata una famiglia, anche perché nasce proprio da una famiglia, e, come una famiglia vera, si lavora tutti insieme con l’obiettivo di essere ognuno orgoglioso dell’altro!

Continuiamo cosi ragazzi e i risultati arriveranno sempre!!

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Go Vette!!!!!!!!!! GO GO GO!!

autografo sini