Solaris Motorsport: bisogna essere completamente folli…

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La Solaris Motorsport ha appena annunciato il clamoroso divorzio da Chevrolet per passare armi, bagagli e desiderio di riscatto ad Aston Martin. Li abbiamo incontrati nella nuova sede di Cappelle sul Tavo, questi ragazzi meritano di essere raccontati! Sono come piacciono a noi, “se non sono matti non li vogliamo!


 

21187496753_659672d5fa_bLa giornata inizia come al solito… Messaggio su Whatsapp, rigorosamente audio: “No, tu questa la devi sentire…” Mittente Laura, l’addetta alle pubbliche relazioni della Solaris, pronta a spiattellare l’ultima ‘discussione’ con il fratello, quel Francesco ‘Ringhio’ Sini che con il suo blog ci racconta da ormai tempo immemore gioie, speranze ed emozioni di un pilota durante il weekend di gara.

Sembra di assistere in diretta ad uno dei tanti sketch di casa Viane…pardon, casa Solaris! Ci son cose signori, che voi umani…
Scherzi a parte, per i ragazzi capitanati da Coccia di Morto questa è stata una stagione difficile, tanto. Campioni dell’EuroV8 Series 2014, quest’anno Ringhio e suoi hanno deciso di trasferirsi nel mondo GT. “E’ stata dura, molto dura, probabilmente più del preventivato”, ci confida Francesco.

19127486034_cb2f7f3756_kSta macchina ci ha fatto penare parecchio e i primi test a inizio anno forse ci hanno fatto sottovalutare l’impegno“, racconta Matteo, che con la Corvette ci ha parlato anche di notte….diciamo così. In effetti, cronometro alla mano, i test invernali ad Adria e a Vallelunga avevano piazzato la Z06R in cima alla classifiche, temponi e sorrisi si sprecavano. Sembrava il preludio di una stagione totalmente differente. “Poi siamo passati dal bianco taxi al nero Coccia e secondo me s’è offesa!” la butta li Sergio, truck driver, meccanico e sorriso sempre a disposizione.

L’inizio del campionato è stato difficile, tra risultati che non sono arrivati, qualche tensione di troppo e la paura di aver sbagliato. Diciamo che è stata la classica stagione in cui si misurano le persone, “dove distingui gli amici dai conoscenti dai…“.

I risultati, quelli che ti riempiono il cuore e ti danno coraggio, sono arrivati tutto sommato velocemente, alla quinta gara la Corvette della Solaris era sul podio con Sini e Keilwitz, tedesco giovane e timido quanto serio e veloce. Il suo unico problema è stato solo venire presto in circuito, al mattino… “sarà il fuso orario“, scherza Matteo. “Ma non c’è fuso orario!” non coglie Pino tra l’ilarità generale….

22499238201_b50c3c14a8_bPino…di Cammapino, uomo e meccanico d’altri tempi, ci è rimasta impressa una scena, un fermo immagine che racchiude lo spirito di questo pugliese trapiantato a Pescara e cresciuto tra telai e motori da corsa. Giornata di test, Vallelunga, la Corvette ai box fa i capricci e non ne vuole sapere di partire: problema elettrico. Lo sguardo del nostro meccanico è tutto un programma, glielo si legge in faccia: “ai miei tempi, due martellate e ti facevo vedere se il motore faceva ancora lo spiritoso e non partiva, mò con ste c… di centraline, non puoi più fare pressione psicologica col martello in mano. Quelle, le macchine, ti capiscono se parli con la clava!” Noi l’abbiamo immaginato, lui poi ce l’ha confermato! Parola per parola!

Dall’altra parte del box c’è Giampiero, il MacGyver denojaltri. Colui che monta, smonta e modifica attuatori del cambio come fossero mattoncini Lego. La leggenda narra di un ricambio, non presente in circuito, sostituito con uno della…concorrenza. Adattato e sistemato con due viti e un po’ di nastro. “Male che vada, vedi la trasmissione schizzare in orbita.” Non abbiamo mai capito quanto scherzasse e quanto facesse sul serio. Comunque, nel dubbio, non si sa come, ma la trasmissione ha tenuto, l’attuatore pure… gente di poca fede!

11667344_853498548020653_4955779685920895910_nA metà stagione è arrivato Marcello Puglisi, “quello di Sky“. Un’autentica rivelazione. “Uno che mette il pass per il paddock al cane va sicuramente d’accordo con mio figlio“, commenta Roberto Sini, patron del team. In effetti Marcello si è trovato subito a suo agio con la squadra, mentre con la macchina l’inizio è stato un po’…traumatico: “Ero abituato alla Porsche e a qualche altra GT normale, ‘sta Corvette ha una coppia imbarazzante! Spinge a oltranza! Se non stai attento, questa parla di sgommare anche per il quinta-sesta!

Poi si è abituato, si, ma alle bandiere rosse. Per fortuna non le sue. “No, davvero. Cominciavo a pensare lo facessero apposta, girava Francesco e tutto bene, come uscivo io dalla pit lane…tac! Bandiera rossa per qualcuno che aspettava me per scatafasciarsi da qualche parte!” In effetti, Imola, Mugello, Vallelunga…sembrava una legge scritta! Scherzi a parte, Marcello si è fatto ben volere da subito, da tutti. Sopratutto quando al primo test dopo la pausa estiva, ha portato dolcetti dalla Puglia per tutti. Caro ragazzo!

Si però il caro ragazzo merita la santità – interviene di nuovo Matteo – è sopravvissuto e ha assecondato tutte le richieste di Max e Laura per video e interviste varie.” Francesco, con la coscienza sporca, ride. Quante volte ha spedito il povero MarcyPully – Twitter docet – tra le grinfie dell’addetto stampa, pronto a cavargli di tutto e di più. Solo che alla fine di corse e di auto parlavano poco e niente: “Ma ha visto il nuovo telefono? E quello smartwatch? Guarda qua cosa ho comprato! Due nerd così non li avevo mai visti, si sono trovati!” ridacchia Laura, che ormai dispensa segreti e malefatte di tutti.

Come quella volta al Mugello, quando “quel fenomeno dell’addetto stampa Max, dopo una riunione tra geni con Matteo e Fabio, ha ben pensato di montare l’ennesima GoPro in macchina. Li ho visti confabulare per un quarto d’ora, poi il trio ha deciso di piazzare la telecamera sul paraurti posteriore” Laura ormai è un fiume in piena “Fortuna che la macchina è tornata ai box presto, stavamo cucinando la GoPro!” In effetti, col senno di poi, piazzare la telecamera qualche decina di centimetri distante dagli scarichi è stato….ottimismo.

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Fabio, anzi Fabietto dal basso del suo metro e sessanta abbondante, è l’uomo nuovo. Arrivato dopo qualche gara si è fatto in quattro per dare il meglio. Occhialoni, tatuaggi e tanta buona volontà, al soldo della squadra ha piazzato gomme e GoPro ovunque: “Compreso sul mio casco, quando Max ha deciso di usarmi come cavia“, racconta Marcello. Ma le capacità del piccolo milanese, con un passato tra i motoscafi da competizione, sono state apprezzate da tutti i ragazzi. Purchè non parli di quella volta a Dubai, con i motoscafi, che….

11703150_853499061353935_1547511425119234276_nLa stagione è andata avanti tra alti e qualche basso di troppo, ma non si è mai persa la speranza né il sorriso. Nonostante tutto si giocava, “Torna ai box” “No!” “Come no? Torna ai box!” ha tuonato un pomeriggio Ivan, l’ing dal muretto, a Marcello. Poi la risposta, arrivata a tutti, in cuffia: “Non posso, la mamma non vuole!” Firmato Marcello Puglisi. “Come si fa a non volergli bene? Adoro la mia squadra perchè sono così, nel bene e nel male, quando si vince e quando vorresti prendere tutto e fare un falò“, racconta Francesco Sini, con gli occhi a cuoricino.

Sti ragazzi, mai come quest’anno, hanno dato l’anima, hanno passato più volte le notti ai box per cambiare questo o quel pezzo. Senza colpo ferire, anzi, tra un colpo di sonno e qualche impropero, si è sempre scherzato.” racconta Francesco.

19562587709_64a6ff36e7_b (1)Alla truppa si è poi unito, fin dai primi test, Had, il tedesco della Repubblica Ceca con un lungo passato in Italia con i kart. Insomma un casino geografico col pc sempre in mano a discutere di assetti e regolazioni. E a tradurre l’anglo-pugliese di Pino. Capiva più Had di noi, quelle discussioni avevano del miracoloso, in qualche modo i due si intendevano.

Quest’anno si è sentita l’assenza di Mariano, che non ha potuto essere presente alle gare come al solito. Ma guai a pensare ad un abbandono, a fine settimana passati in libertà scorrazzando con la sua amata Topolino. La telefonata “com’è andata? ma se sposti qui, fai li, resetti là” era un must. “Vogliamo cambiare la mappatura? Il traction taglia troppo?” Ecco la tele-assistenza di Mariano! E la cosa allucinante è che spesso aveva pure ragione!

Un altro che non manca mai è Bozzo, il cui nome è tutto un programma. Arriva ogni volta dalla Svizzera, si perde sistematicamente per arrivare in circuito, molla le mozzarelle – buone, tanto buone – in hospitality e si infila sotto la macchina a dare una mano. “Non ci capisce niente e con gli anni peggiora – ridacchia Pino – ma come tiene la torcia lui…

A tenere vive le coronarie c’è poi Simone, il motorista degli infarti. “Fermi tutti ho sentito un rrrrumorrrre strano!” urla di tanto in tanto con quella sua r moscia. Il tempo di morire di paura, poi si corregge: “No vabbè, è tutto ok“. Poi si lamentano se nel box volano chiavi inglesi…

22462326816_012d3caa95_bA Monza, per l’ultima gara dell’anno, ha fatto il suo debutto Riccardo, soprannominato Jesus. Mai capito se per la fluente chioma riccioluta o per le capacità al muretto. Di sicuro parla, e tanto: “E’ una via di mezzo tra un ultras e uno scassapa….Parla in continuazione in radio, chiacchiera e ti incita. Praticamente fa una radiocronaca della gara!”, sono i primi commenti dei piloti, almeno fino a quando non simulano improvvisi guasti in cuffia e il bottoncino va su OFF..

Che sia stata una stagione strana, comunque, lo testimonia Francesco” prende la parola Roberto, “E‘ il primo anno in cui il mio amato pilota non cambia i connotati alla macchina su qualche muretto, erano anni che non succedeva!“, racconta tra il serio e il faceto, poi si interrompe. Sono pronti gli arrosticini che inaugurano la nuova sede “Anno nuovo, sede e macchina nuova!” Francesco ci saluta così, prima di andare a far a sportellate sulla griglia, sempre lei. Qui però non c’è compagno di squadra che tenga, non c’è squadra, qui l’ultimo fa la…dieta!

Lo ripete spesso Roberto, il presidente, lanciando improperi alla truppa, ma in fondo è un po’ il motto di questa gabbia di matti, the Solaris way: bisogna essere completamente folli

Massimiliano Palumbo

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