La playlist di Le Mans: 10 pezzi per 10 temi

Sono sempre meno le ore che ci separano dalla partenza della 24 Ore di Le Mans 2017 e necessariamente la tensione sale di minuto in minuto. Su Motorsport Rants abbiamo pensato di farvi compagnia in maniera inusuale per la gara, dandovi una chiave di lettura originale che ponga al centro le emozioni che solo la Maratona della Sarthe è capace di regalare. Cosa c’è di più emozionante della musica? Eccovi dunque dieci tematiche salienti della corsa accompagnate da dieci brani scelti ad hoc, per aumentare ancor di più i battiti in attesa del via.

Toyota all’appuntamento con la storia

Il finale dello scorso anno, con la vettura di Kazuki Nakajima ammutolita a tre minuti dalla fine quando si trovava in testa, è già nella storia. Un ulteriore fantasma aleggia quindi nel box Toyota, dove però le cose si sono messe molto bene con le prestazioni top dei test e delle prove. Il 3’14”791 stampato da Kamui Kobayashi nelle Qualifiche 2 è un tempo semplicemente senza senso, che va a riscrivere i record sbriciolando di circa due secondi la pole 2016. La forma mostrata fino ad ora, la partenza davanti a tutti e le tre macchine schierate permetteranno a Toyota di battere la sfortuna e iscriversi finalmente nell’albo della 24 Ore di Le Mans?
(“Dark Necessities” – Red Hot Chili Peppers)

Porsche, la tradizione

La compagine di Stoccarda si presenta ai nastri di partenza con le coccarde del successo nelle due passate edizioni. La storia di Porsche a Le Mans è fatta di tante esperienze e vittorie, una storia d’amore che prescinde dal risultato profumando di leggenda. Nonostante Toyota abbia colmato il gap e sembri essere la squadra favorita, le 919 Hybrid non sono lontane sul passo gara e (come affermano gli stessi piloti e responsabili del team) hanno tutte le carte in regola per giocarsela.
(“Love song” – Adele)

L’addio di Audi

La mancanza di Audi si fa sentire, non solo per l’emorragia di LMP1 in grado di competere per la vittoria, ma soprattutto perché la Casa dei Quattro Anelli era diventata tutt’uno con la tradizione di Le Mans. Lo scandalo Volkswagen e la necessità di rivedere le priorità dell’azienda hanno portato il marchio a scegliere di dire basta, intensificando l’impegno in Formula E. Un ritiro che ha fatto e fa male, che sa di storia d’amore spezzata, ma che si spera possa essere solo un arrivederci.
(“When I was your man” – Bruno Mars)

LMP2, equilibrio e prestazione

L’equilibrio tra le vetture della classe LMP2 non è una novità di quest’anno: la lotta è sempre serrata e l’errore di uno può significare la fortuna degli altri. E’ però fondamentale sottolineare quanto vadano forte le nuove P2, reduci da uno scossone regolamentare che le ha obbligate al monomotore Gibson (molto affidabile e prestazionale) e le ha viste ridurre il gap dalle LMP1 in maniera impressionante. Con velocità di punta di oltre 340 chilometri orari e tempi sul giro ben al di sotto del 3”30, i bellissimi prototipi “light” promettono spettacolo. Certo, fino ad ora Oreca un gradino sopra tutti…
(“For what it’s worth” – Placebo)

Villorba Corse, lo spirito italiano di Le Mans

Il lungo viaggio di Villorba Corse verso il coronamento del sogno Le Mans ha radici profonde e si concretizza in un progetto interamente italiano (di cui potete leggere più approfonditamente nella nostra intervista). Roberto Lacorte ha lavorato duramente per migliorare in vista dell’impegno sul Circuit de la Sarthe, con i consigli e il supporto di bravi piloti come Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi, quest’ultimo più volte impegnato a Le Mans in passato e vero uomo di esperienza della squadra. La vettura è la bella LMP2 made in Dallara, che paga ancora lo scotto della gioventù, ma che è stata capace di raggiungere l’impressionante velocità di 341 all’ora nel corso dei test. Le prove non sono state facili, ma si sa che la 24 Ore è una bestia strana; chissà che anche Villorba possa essere ripagata con la conquista di un angolo di cielo.
(“Angoli di cielo” – Tiromancino)

L’atmosfera, la notte, la magia

Le Mans non è solo corsa, è soprattutto magia. Il contorno caldissimo fatto di concerti, gente, paddock e campeggio, non riuscire a dormire per il suono delle Corvette, il museo e molto altro. La notte è la ciliegina sulla torta che mette ulteriore pepe al tutto, con l’atmosfera sublime del tramonto che fa da anticamera allo sfavillare di luci e fari nel buio, arrivando solo con l’alba al momento più difficile della gara, quando la stanchezza ti frega, il sole ti acceca e le ore non passano più. Un turbinio di emozioni che culmina solo con la bandiera a scacchi e una profonda tristezza al pensiero che manchi un anno intero al nuovo inizio di tutto.
(“Stop crying your heart out” – Oasis)

Gentleman drivers

Croce e delizia della Maratona francese, i gentlemen sono da sempre parte integrante della storia di Le Mans. I piloti “paganti”, spesso anche avanti con gli anni, sono ovviamente più lenti e più soggetti a errori di inesperienza, rappresentando una variabile molto importante nella valutazione della gara. “Legal aliens”, alieni legali e accettati, distribuiti tra LMP2 e GTE-Am. Da un certo punto di vista, però, sono anche i personaggi più vicini a noi, gente (quasi) comune che ha la possibilità di vivere il sogno. Un pizzico di invidia credo possa essere giustificato.
(“Englishman in New York” – Sting)

La Art Car

L’onore di portare a spasso la livrea artistica è toccato quest’anno alla Corvette #50 di Larbre Competition, che grazie al 3’52”8 fatto segnare dall’ottimo Fernando Rees scatterà dalla prima posizione di classe GTE-Am. A fare da contraltare alla pole c’è la fatica di Romain Brandela e Christian Philippon, piuttosto “off the pace”, ma d’altronde anche loro sono esseri umani: “I’m only human, after all” e l’associazione è presto fatta, anche grazie alla gigantesca scritta sul cofano della coloratissima Vette.
(“Human” – Rag‘n’Bone Man)

La spada di Damocle del Balance of Performance

Nelle classi GT, è il Balance of Performance a farla da padrone, discutibile e discusso strumento di parificazione che tutto fa tranne che mettere i concorrenti sullo stesso piano. Lo scorso anno Ford fu avvantaggiata da un cambio di specifiche deciso prima della gara, dominando e vincendo al rientro nella competizione. Quest’anno per la Casa dell’Ovale Blu sembrano prospettarsi tempi duri (ammesso che non si siano nascosti), ma chissà che non arrivi ancora una mano dell’ultimo minuto a rimescolare le carte. Tutto può cambiare, tutti possono cambiare…
(“Everybody’s changing” – Keane)

Chase Carey, grand marshall con una missione

Il nuovo, baffutissimo boss della Formula 1 sarà lo starter della corsa, nella speranza che la gestione di Liberty Media tenda definitivamente la mano a FIA e ACO. Dopo la vittoria di Nico Hulkenberg nell’edizione 2015, gli uomini di Bernie Ecclestone impedirono al tedesco o ad altri piloti F1 di ripresentarsi ai nastri di partenza piazzando una subdola concomitanza con il GP di Baku. La scelta fu l’evidente segnale di una guerriglia mai realmente sopita dopo gli scontri dei primi anni ’90, un clima di tensione che forse è arrivato al capolinea, nella speranza che la presenza di Carey possa essere un segnale reale in tal senso.
(“No Church in the wild” – Kanye West, Jay-Z, Frank Ocean, The-Dream)

Edoardo Vercellesi
Photo Credits: FIA WEC