Le Mans, 12a ora: dallo scontro fisico al logoramento psicologico

Se il primo quarto di gara è stato caratterizzato dalla notevole aggressività dei piloti in pista, le 6 ore che ci hanno portato al giro di boa di questa 24 ore di Le Mans hanno mostrato il lato caratteristico della maratona francese, tra colpi di scena, ritiri e studio dei rivali. Il tutto nell’oscurità scesa sul tracciato de la Sarthe ma, almeno per ora, senza pioggia.

Si comincia con il rischio penalità per la Porsche #17 e l’Oreca 05 #47, rispettivamente leader di classe in lmp1 e lmp2 all’inizio della settima ora. Per la vettura della KCMG non si hanno notizie, mentre la mano pesante dei commissari è calata sul “collo” di Mark Webber, punito con uno stop/go di 1 minuto per aver effettuato un sorpasso sotto bandiere gialle e costretto a fermarsi anche il giro successivo per il pit stop di routine. Dopo l’Audi #8 – andata a muro con Loic Duval alla fine della terza ora – la 24h perde dunque un altro protagonista. Anche se si sa, a Le Mans niente è detto finchè non si passa sotto la bandiera a scacchi.

Guai occorsi anche per la Porsche #18, andata a muro due volte a Mulsanne – prima con Dumas e poi con Jani – e per il plotone Nissan. Il team giapponese, superato lo scoglio delle 6 ore, ha iniziato a collezionare una serie impressionate di inconvenienti che hanno costretto le 3 vetture, a turno, nei box: prima la #23, protagonista di un investimento in pieno rettilineo ai danni di un animale che ha letteralmente divelto la carrozzeria anteriore della vettura; pochi giri dopo è stato il turno della #23, vittima di un dritto inspiegabile; infine la #21, unica costretta al ritiro per aver perso in pista lo pneumatico anteriore destro. Un calvario per i tecnici nipponici che non hanno avuto neanche la soddisfazione di vedere prestazioni per lo meno accettabili da parte di quella creatura che avrebbe reso orgoglioso Enzo Ferrari.

Tante bandiere gialle e varie slow zone, con un unico ingresso della safety car richiesto da un violento incidente della Alpine #36 a Mulsanne che ha neutralizzato la corsa per 25 minuti.

Allo scoccare della dodicesima ora è ancora guerra aperta tra le tedesche in lmp1, che si marcano stretto seppur con strategie differenti. Davanti a tutti la Porsche #19 di Nick Tandy seguita dall’Audi #9 di Bonanomi, entrambe con 14 stop all’attivo, mentre a quota 15 troviamo l’Audi #7 di Lotterer (3°) e la Porsche #17 condotta da Hartley (4°). Indietro le Toyota, con Sarrazin a 4 giri di distanza e Davidson staccato di ulteriori 3 giri. Un’enormità per una vettura che porta il numero #1 sul musetto.

Tra le lmp2 è ancora dominio KCMG, seguita a 1 giro dalla vettura gemella del team Thiriet by Tds e a quasi due giri da Rusinov sulla Ligier #26 della G-Drive. Lotta senza quartieri, al limite dell’esaurimento nervoso in classe Gte-Pro, con la Corvette #64 e l’Aston Martin #99 che viaggiano insieme praticamente dall’inizio della gara, seguite dalla Ferrari di Bruni/Vilander/Fisichella leggermente attardata. Tra i “gentlemen” confronto serrato tra la Ferrari della SMP Racing – condotta, tra gli altri, da Andrea Bertolini – e l’Aston Martin #98 di Dalla Lana/Lamy/Lauda, mattatori del campionato fino a questo momento.

Prossimo aggiornamento alle ore 9.

Lorenzo Michetti