Le Mans, bandiera a scacchi: è di nuovo gloria Porsche, trionfa l’equipaggio dei debuttanti

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A cura di Edoardo Vercellesi

Il diciassettesimo successo, diciassette anni dopo l’ultima affermazione. Le lacrime al box Porsche danno l’idea dell’alone di leggenda che avvolge la vittoria della Casa di Weissach, ancora più incredibile perché ottenuta dalla vetture meno quotata, la #19 di Nick Tandy e dei rookie Earl Bamber e Nico Hülkenberg (che dopo tanto, troppo tempo va a rinverdire la tradizione del doppio impegno dei piloti di Formula 1). Comandando per gran parte della gara e conducendo un percorso praticamente senza errori, gli “sfavoriti” della compagine tedesca precedono sotto la bandiera a scacchi la vettura gemella di Bernhard/Webber/Hartley e le Audi di Lotterer/Fässler/Tréluyer e Di Grassi/Duval/Jarvis. Dalla quinta alla ottava piazza, invece, la Porsche #18 e le due Toyota, intervallate dall’Audi #9.

 

Dominio totale del team KCMG in LMP2, che dopo aver comandato tutte le sessioni di libere e qualifiche ha mantenuto la testa dall’inizio alla fine della corsa. Howson/Bradley/Lapierre chiudono davanti a Turvey/Evans/Dolan (Jota Sport #38, squadra vincitrice nel 2014) e Canal/Rusinov/Bird a bordo della Ligier G-Drive #26.

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Grandi scossoni nelle ultime sei ore di gara per quanto riguarda le classi GT, dove un problema al cambio ha costretto a un lungo stop la Ferrari #51 di Fisichella/Bruni/Vilander tagliandola fuori dalla lotta per il successo, mentre Paul Dalla Lana ha vanificato la leadership in GTE-Am picchiando alle chicanes Ford la sua Aston Martin #98. Alla fine dei giochi, la costanza ha premiato la spedizione Corvette, che si impone con largo margine con l’equipaggio formato da Oliver Gavin, Tommy Milner e Jordan Taylor; a completare il podio sono le due Ferrari di AF Corse, rispettivamente la #71 di Rigon/Calado/Beretta e la già citata #51.

Vittoria italo-russa in GTE-Am, dove Andrea Bertolini trascina la Ferrari di SMP Racing e i compagni Viktor Shaytar e Alexey Basov sul gradino più alto del podio. Le lacrime di Patrick Dempsey accompagnano il secondo posto di classe del team Dempsey-Proton, ottenuto dall’ex-Dottor Sheperd insieme a Patrick Long e Marco Seefried. Terzo posto a stelle e strisce per Scuderia Corsa e l’equipaggio Sweedler/Bell/Segal.