Le Mans, Day 1 – Porsche svetta di misura, Ford e Ferrari dominano in GT

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I Paesi della Loira accolgono il carrozzone della 24 Ore di Le Mans con un meteo inclemente, che ha fortemente condizionato il lavoro delle squadre e che sembra poterla fare da padrone anche nel resto dell’evento. La pioggia è stata protagonista delle prove libere, prima con un forte scroscio nella prima metà sessione, poi con qualche goccia nella seconda fase. Sia le libere che le qualifiche 1, inoltre, sono state più volte interrotte da neutralizzazioni, bandiere gialle e slow zones; tante le uscite di pista, dovute anche al cambiamento di aderenza del tracciato “lavato” dall’acqua. Difficile dunque trovare il giusto ritmo e portare avanti il lavoro previsto.

Tra le LMP1 la solfa resta più o meno quella del 2015, con Porsche a recitare il ruolo della protagonista grazie a un percorso al netto di intoppi e una convincente doppietta a fine giornata. In testa alle classifiche troviamo la #2 di Dumas/Jani/Lieb, unica ad abbattere il muro del 3’20” con il tempo di 3’19”733, davanti alla vettura gemella di Bernhard/Webber/Hartley in 3’20”203. I crono, seppur veloci, restano distanti dai record dello scorso anno, a detta dei piloti molto difficili da replicare. In terza e quarta posizione fanno capolino le due Toyota, che sembrano aver preso il posto di Audi nel ruolo di seconda forza della competizione. La #6 di Sarrazin/Conway/Kobayashi insegue le 13465991_1142312365825216_8725285150197858868_nPorsche con 3’20”737 di punta massima, nonostante il contatto con le barriere tra Indianapolis e Arnage nelle libere; l’equipaggio #5 di Davidson/Buemi/Nakajima, vittima di una noia tecnica in qualifica, segue a 1”2 dai compagni di squadra. Tanta fatica per Audi sia a livello di affidabilità, sia di prestazioni (anche se è credenza comune che gli uomini di Ingolstadt tendano a lavorare sempre in previsione gara piuttosto che cercare il tempo). Le R18 di Duval/Di Grassi/Jarvis e Fassler/Lotterer/Tréluyer si piazzano quinta e sesta con tempi sul 3’22”.

Rebellion fa come sempre gara a sé tra le P1 non ibride, favorita dai guai del team ByKolles: un principio d‘incendio sul posteriore nelle libere ha costretto la CLM #4 allo stop, precludendone la partecipazione alla qualifica della sera. Nella classe LMP2 i tempi sono nettamente scesi rispetto allo scorso anno, con la Oreca G-Drive #26 di Rusinov/Rast/Stevens ad abbassare il crono record del 2015 di 1”4 secondi (3’36”604 contro 3’38”032). Come spesso accade regna un discreto equilibrio, con dieci vetture in poco meno di tre secondi. Trentesima piazza assoluta per la vettura di Sausset/Tinseau/Bouvet, iscritta al “Garage 56”.

13432283_10154135428348820_1296591755056806920_nComplice un Balance of Performance molto influente (e molto a favore di Ford che, secondo le malelingue, si sarebbe nascosta nelle precedenti uscite per beneficiare di una compensazione favorevole), la categoria GTE-Pro sembra un affare privato tra le tre Ferrari e le quattro Ford ufficiali, con tutte le altre marche tagliate fuori. A 50 anni dalla storica edizione del 1966, la casa italiana e l’armata statunitense tornano a giocarsi la Maratona della Sarthe in un duello dal sapore fortemente retrò (“non ce la faccio, troppi ricordi” direbbe Giovanni Storti); Hand/Müller/Bourdais sulla Ford GT #68 comandano la classifica con un 3’51”185 che, complici i cambiamenti regolamentari, demolisce la pole della passata edizione in 54”9. Ferrari tiene il passo, mentre tempi duri sembrano attendere una Porsche sfiduciata, un’Aston Martin poco efficace e una Corvette in crisi (complice l’uscita di pista di Magnussen in qualifica). Differenti i valori in campo in GTE-Pro, con Mok/Sawa/Bell (Ferrari 458 #61, Clearwater Racing) a comandare in 3’56”827.

Edoardo Vercellesi – Twitter: @edoverce97