Road to Le Mans: 919 motivi (+1) d’interesse per la gara 2014

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Correva l’anno 1998. Siamo in piena epoca GT1, mostri di potenza che seppur mantenendo il nome e pochi aspetti estetici dei modelli di serie, sono quasi in tutto e per tutto dei prototipi. Proprio con una GT1, la 911 GT1-98 per l’esattezza, Porsche appare per l’ultima volta sul circuito di Le Mans con un team ufficiale con cui poter puntare alla vittoria generale della 24 ore più famosa al mondo. Cosa che le riesce grazie a Laurent Aiello, Allan McNish e Stephane Ortelli.

Abbiamo dovuto aspettare 16 anni quindi per poter veder tornare Porsche con una vettura (stavolta LMP1) con cui potersi giocare la vittoria, o almeno un posto sul podio, a Le Mans. La 919 è una vettura su cui la casa di Stoccarda punta molto per la propria rinascita nell’endurance. E forse stride un po’, vettura ibrida, con la produzione di serie, auto tutte cavalli e testosterone. Però porta il numero di contendenti alla vittoria generale a 3, tra una Audi, autentica dominatrice degli ultimi anni, ed una Toyota, sempre più spina nel fianco della casa dei 4 anelli ed in forma smagliante nella prima parte di WEC 2014. A tutto vantaggio dello spettacolo.

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Al ritorno della casa di Stoccarda si lega poi il ritorno di un altro nome importante, stavolta sul piano piloti. Mark Webber. Sì, colui tanto bravo quanto sfortunato in Formula 1, autore di una imprevista capriola con un altro mostro GT1 (la Mercedes CLR-GT1) proprio sui rettilinei francesi nel 1999, durante il warm-up. Colui che però è una garanzia nell’endurance.

Ci auguriamo solo che le piroette, monsieur Mark e madame Porsche, stavolta le facciano in pista per festeggiare, non in aria.


Si ringrazia Matteo Milani per il video.