Le Mans, bandiera a scacchi – Kristensen sempre più uomo dei record in una gara piena di sorprese

Nona vittoria alla 24 Ore di Le Mans, un traguardo leggendario coronato da una dedica speciale. Tom Kristensen si conferma sempre più “Mister Le Mans” e vince nel ricordo del connazionale Allan Simonsen, scomparso in un incidente dopo soli dieci minuti di gara. A cogliere il successo insieme al danese sono Allan McNish e Loïc Duval, l’uomo della pole.

La corsa è stata incerta fino all’ultimo. Il risultato è stato più volte messo in discussione da molte neutralizzazioni in regime di Safety Car e da numerosi e violenti scrosci d’acqua. Alla fine, però, l’Audi #1 è riuscita a tenersi dietro la Toyota #8 di Buemi-Sarrazin-Davidson e un’altra vettura della Casa dei Quattro Anelli, la #3 di Genè-Di Grassi-Jarvis.

Ai piedi del podio terminano la TS030 di Wurz-Lapierre-Nakajima e la restante e-tron quattro, quella di Lotterer-Fässler-Tréluyer.

La LMP2 è dominata dalle Morgan-Nissan della formazione francese OAK Racing: la #35 di Plowman-Gonzalez-Baguette si piazza al primo posto di classe, seguita dalla #24 di Brundle-Pla-Heinemeier Hansson.

Debutto col botto per la nuova Porsche 911 RSR che si impone tra le GTE Pro con l’equipaggio Lieb-Lietz-Dumas. Il compito del team Manthey è stato (relativamente) facilitato dall’auto-eliminazione dell’Aston Martin #99 di Makowiecki-Senna-Turner. Solo quinta e sesta le Ferrari 458 del team AF Corse, guidate da Fisichella-Bruni-Malucelli e Beretta-Kobayashi-Vilander.

Anche in GTE Am è la Porsche a classificarsi al primo posto di categoria, schierata dal team IMSA Performance Matmut e pilotata da Bourret-Vernay-Narac. Buone prestazioni anche per Perazzini-Casé-O’ Young e Gerber-Griffin-Cioci che portano due vetture della scuderia di Amato Ferrari al secondo e terzo posto.

Edoardo Vercellesi