Road to Le Mans: il “Circuit de la Sarthe”

Uno spettacolo, si sa, non rende al massimo senza il supporto di un’adeguata scenografia e la 24 Ore di Le Mans non fa eccezione. Il magnifico palcoscenico del Circuito della Sarthe contribuisce in larga parte a conferire alla classicissima corsa francese quel suo tipico alone di mito e di fascino.

Il tracciato prende il nome dalla regione in cui sorge ed è semi-permanente . Una minima sezione, composta dall’ultima delle due chicanes Ford, dall rettilineo di partenza (con paddock annesso) e dalla successiva variante Dunlop, fa parte del circuito Bugatti, che si snoda per 4,1 chilometri e sul quale si corrono il Gran Premio di Francia del Motomondiale, la 24 Ore riservata alle due ruote e molte altre gare.

Il rimanente tratto, maledettamente veloce e impegnativo, “buca” la foresta e raccorda strade normalmente aperte al pubblico. È qui che si sviluppa il chilometrico allungo dell’Hunaudières, interrotto da due chicanes a partire dal 1990 per limitare la velocità di punta delle vetture.

Il lunghissimo rettilineo è preceduto dalla Esse de la Forêt e dalla rapida piega di Tertre Rouge, per culminare poi con la celebre curva di Mulsanne (dal nome del villaggio limitrofo). Ad essa segue un altro dritto che porta alla sequenza Indianapolis-Arnage. Prima di tornare sul Bugatti si affronta un altro tratto decisivo e tecnico: le curve Porsche, da fare gas spalancato una dietro l’altra, senza respiro. Le chicanes Ford lanciano verso la linea del traguardo e definiscono la lunghezza del tracciato a 13.629 chilometri.

Il record del tracciato nella configurazione attuale è di Stéphane Sarrazin, che nel corso delle prove dell’edizione 2008 ha girato in 3’18″513 a bordo di una Peugeot 908 HDi FAP. La tornata più veloce in gara è stata invece ottenuta nel 2010 da Loïc Duval in 3’19″074, sempre su Peugeot.

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