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Road to Le Mans: l’edizione 2012

Prosegue l’avvicinamento di Motorsport Rants alla 24 Ore di Le Mans 2013, novantesima edizione della classicissima de La Sarthe. Per prepararci al meglio alla gara di quest’anno facciamo un tuffo nel (recente) passato e riviviamo quanto accaduto nel corso della kermesse 2012.

I temi che vivacizzano l’evento sono molti e orbitano in particolare attorno alla classe LMP1. Peugeot si è tirata indietro, complice la crisi. Audi invece continua e si presenta al via con uno squadrone di quattro vetture, due ibride (R18 e-tron quattro) e due turbo diesel (R18 Ultra). Tecnologia ibrida che viene adottata anche da Toyota: il costruttore giapponese fa il proprio ritorno a Le Mans dopo dodici anni di assenza con l’obiettivo di contrastare il massiccio dispiegamento di forze della Casa di Ingolstadt. Il grande dubbio, come sempre, è quello dell’affidabilità del progetto TS030, nuovo e sicuramente più “grezzo” rispetto alla vettura dei diretti avversari.

Il team Rebellion è il candidato naturale alla vittoria “morale” tra le squadre private, mentre il mitico Henri Pescarolo, ormai sul viale del tramonto, tenta la coraggiosa carta Dome, vettura di realizzazione giapponese.

A destare curiosità è la partecipazione del team Highcroft Racing con la Deltawing, vettura dall’aerodinamica estrema spinta da un motore Nissan di 1,6 litri. La squadra fa base nel cinquantaseiesimo garage, dedicato a progetti innovativi che competono fuori classifica.

Nelle sessioni di libere e qualifiche le Toyota si dimostrano al livello delle Audi, che primeggia con le e-tron quattro. In LMP2 c’è un discreto equilibrio, mentre un incidente nel corso delle prove del Mercoledì rischia di negare a Giancarlo Fisichella, Gianmaria Bruni e Toni Vilander la possibilità di prendere il via. La loro Ferrari 458 #51 viene ricostruita a tempo di record dagli uomini di AF Corse e l’equipaggio può scendere in pista per la corsa, sebbene relegato a partire dal fondo della griglia.

Il Sabato le Audi partono forte ma le Toyota non si lasciano staccare e nel corso della quinta ora di gara Nicolas Lapierre, sulla TS030 #7, agguanta il comando delle operazioni dopo una emozionante battaglia di scie con Benoit Tréluyer (Audi #1) tra i rettilinei di Hunaudières e Mulsanne.

Poco dopo, però, è l’altra Toyota a rendersi protagonista: Anthony Davidson entra in collisione con la Ferrari del gentleman driver Giuseppe Perazzini alla fine del rettilineo di Mulsanne, a una velocità stimata intorno ai 320 chilometri orari. La monoposto dell’inglese decolla e si infrange contro le barriere, così come la 458 dell’italiano, in un impatto duro e spaventoso. Davidson esce dalla vettura e si accascia, dolorante alla schiena per la frattura di tre vertebre. Subito soccorso, viene portato via in ambulanza dando comunque segnali di buona salute.

Sistemate le protezioni, la Safety Car rientra in pit lane e la gara riparte. Subito la seconda Toyota si autoelimina nel tentativo di doppiare la Deltawing guidata da Motoyama: Nakajima sperona la vettura #0 ponendo fine alla gara di entrambi gli equipaggi.

Può dunque iniziare il soliloquio della Casa dei Quattro Anelli, che trionfa con Lotterer-Fässler-Tréluyer davanti a Kristensen-Capello-McNish e alla Ultra di Jarvis-Bonanomi-Rockenfeller. Il poker tedesco viene evitato grazie alla prestazione della Lola Rebellion di Prost-Jani-Heidfeld, che come da pronostico si rivela la migliore compagine privata e chiude al quarto posto davanti alla R18 turbo diesel di Gené-Dumas-Duval.

In LMP2 si impongono Potolicchio-Dalziel-Kimber Smith, che ottengono il settimo posto assoluto a bordo della HPD ARX-03a motorizzata Honda dello Starworks Motorsports. I primi quattro equipaggi classificati sono racchiusi in quattro giri, distaccati di una tornata l’uno dall’altro.

La classe GTE Pro è testimone della strepitosa impresa del team AF Corse. Malgrado la partenza in ultima posizione e il lavoro di riparazione frenetico, Bruni-Fisichella-Vilander si rendono prima protagonisti di una rimonta da antologia che li porta in testa al gruppo e poi di un accurato lavoro di gestione del vantaggio che permette loro di tenere a distanza Makowiecki-Melo-Farnbacher e conquistare una sudata e meritata vittoria.

Bornhauser-Canal-Lamy portano la Chevrolet Corvette del Larbre Compétition al primo posto nella categoria GTE Am.

Di Edoardo Vercellesi

Classe 1997, dall'età di 3 anni segue ogni tipo di competizione a due e quattro ruote, crescendo adorando i protagonisti della Superbike dagli ultimi anni '90 in poi (su tutti Ben Bostrom e Akira Yanagawa). Telecronista del CEV per Sky Sport, columnist a tutto tondo e in precedenza responsabile endurance americana, per Motorsport Rants tiene la rubrica sul mondo delle due ruote "Semaforo Verce" e cura la copertura della 24 Ore di Le Mans.