Guest post: il TUSCC non è all’altezza di Sebring

La 12 Ore di Sebring deve tornare ad essere una gara del Mondiale Endurance. Serve un ritorno al format utilizzato fino al 2012, quando FIA WEC e ALMS si univano (cosa che facevano anche per la Petit Le Mans) in un solo “campionato”.

L’edizione numero 62 appena conclusasi è stata forse la più brutta di sempre: la mancanza delle LMP1 e dei suoi piloti si è fatta sentire (e anche tanto!), le lente e goffe DP sono un insulto alle auto che fino allo scorso anno hanno concorso per la vittoria assoluta. Le varie Audi R18, R8, Peugeot 908, BMW W12 LMR avrebbero avuto voglia di “tornare in pista da sole” sapendo che la vittoria è andata ad una Ganassi EcoBoost Ford che girava oltre 10 secondi al giro più lenta di una LMP1!

Sfortunate le LMP2, in particolare Muscle Milk Pickett Racing ed Extreme Speed Motorsports che senza tutti i problemi di affidabilità e i contatti si sarebbero giocate la vittoria assoluta. Per inciso, sappiate che le LMP2 costano circa 500.000 €, vale a dire un terzo delle attuali DP…

La soluzione ideale per la manifestazione di Sebring sarebbe un ritorno al passato: far correre tutte le 31 auto del WEC e unirvi le 5 “americane” e le 11/12 GTLM del Tudor Championship. Si otterrebbe così una griglia di partenza di 45/50 vetture, con 15/20 partenti in meno di adesso ma tutti di qualità sopraffina! Le categorie DP, PC e GTD potrebbero fare una gara più breve la settimana precedente: una sorta di “warm up” in vista della 12 Ore.

Federico Famiglietti ()