Tudor Championship in pista, a Sebring i primi test collettivi

Il campionato più discusso del globo terrestre si avvia a grandi passi verso lo start della sua prima edizione; dopo lunghi mesi pieni di voci, incertezze e “si vedrà” è andato in scena il primo concreto assaggio di 2014.
Sabato e domenica, sull’asfalto di Sebring, si sono consumate le prime due giornate di test ufficiali del Tudor United SportsCar Championship, ghiotta occasione per iniziare a mettere in ordine le tante (e per troppo tempo disordinate) tessere del mosaico.

Nel combinato delle due sessioni Christian Fittipaldi, Joao Barbosa e Sébastien Bourdais hanno portato il DP Chevrolet Corvette #5 dell’Action Express Racing in testa alla graduatoria della categoria Prototypes. Il tempo stabilito (non ufficiale) è di 1’53″266, più rapido di quasi due secondi e mezzo rispetto al crono di 1’55″688 fatto segnare da Boris Said ed Eric Curran, anch’essi su Chevy. La più rapida delle vetture P2 in pista è stata la barchetta dell’Extreme Speed Motorsport che con Ryan Dalziel ha girato in 1’57″812 e il cui risultato è stato viziato da alcuni problemi tecnici e prove di nuovi componenti. In pista anche una Radical SR9 motorizzata Ford, schierata da Project Libra.

Per quanto il condizionale sia ancora d’obbligo emerge un primo campanello d’allarme: con il sostanzioso pacchetto di modifiche adottato, i Daytona Prototypes sembrano aver non solo uguagliato ma addirittura sopravanzato nettamente le vetture P2. Le suddette vicissitudini non bastano a spiegare un distacco di quattro secondi e mezzo, soprattutto se si considera che a differenza dei DP, all’esordio a Sebring, in questo contesto le P2 corrono ogni anno la famosa dodici ore e dispongono quindi di una mole enormemente superiore di dati ed esperienza. Malgrado sia ancora presto per trarre conclusioni definitive, la patata rimane bollente.

Nella divisione PC l’unica vettura impegnata è stata l’Oreca #12 del Pickett Racing, guidata da Steven Doherty e Bryan Heitkotter; quest’ultimo ha stampato la migliore prestazione in 1’58″619.

A confermare il solido finale di stagione nell’American Le Mans Series, la SRT Viper #93 è stata la macchina più veloce tra le GTLM, classe nella quale sono scese in pista anche la BMW #55 del team Rahal Letterman Lanigan, la Ferrari #62 del Risi Competizioni e la Aston Martin “factory” #007.

Ben Keating e Jeroen Bleekemolen hanno portato un’altra Viper nelle zone nobili della classifica, questa volta nella categoria GTD. La loro #33 è accreditata di un miglior passaggio sul traguardo in 2’04″539.
Le vetture con specifiche Daytona sono state di gran lunga le più presenti in pista, in particolare quelle provenienti dall’ALMS. Porsche (Alex Job, Magnus, NGT, Konrad, Horton e Muehlner) e Audi (Fall-Line, Flying Lizard e Paul Miller Racing, per il quale ha guidato anche il due volte vincitore a Le Mans Benoit Tréluyer) le più gettonate, affiancate da Aston Martin (TRG-AMR), Ferrari (Scuderia Corsa, che ha schierato anche l’iridato Roni Vilander) e SRT (Riley Motorsports).

Tra domani e mercoledì si tornerà in pista a Daytona, dove altre squadre dovrebbero aggiungersi al già nutrito nugolo di partecipanti.