Dov’è la Nissan?

L’avevamo lasciata quasi 2 mesi fa, dopo quei test a Sebring in cui i tecnici Nismo hanno raccolto più rottami che dati incoraggianti, con il rinvio del debutto in pista e quel telaio compromesso da un crash-test non riuscito. Ora, a circa un mese di distanza dalla partenza della 24 ore di Le Mans e a 3 settimane dal test-day sul circuito della Sarthe, la domanda sorge spontanea: dov’è la Nissan?

Geograficamente parlando, fino a mercoledì 6 maggio l’avremmo trovata in America, stato del Kentucky, sul tracciato di Bowling Green. Ma se per “dove” si intende una collocazione precisa all’interno di un percorso di sviluppo, allora la nuova Nissan Gtr-Lm Nismo la rintracciamo sicuramente nelle parole di Ben Bowlby, capo progettista del team.Ben Bowlby, capo progettista della Nissan Lmp1

“I rinunciatari non vincono e i vincitori non rinunciano. Sappiamo come ci si sente a vincere, e sappiamo cosa ci vuole per farlo. Tutto quello che voglio è tornare da Le Mans sapendo che come gruppo abbiamo fatto tutti del nostro meglio. Se continuiamo su questa strada so che saremo competitivi. La nostra esperienza è decisamente inferiore rispetto a quella di altre persone, ma sono sicuro che li raggiungeremo. Vogliamo solo fare il nostro miglior lavoro possibile.”

E di strada la Nissan ne ha fatta veramente tanta. Sempre secondo il direttore tecnico, il motore termico della monoposto ha raggiunto un ottimo livello di affidabilità, con una simulazione da 30 ore al banco, 23 delle quali a “full throttle”, simulando varie condizioni di gare, compreso uno stop di 45 secondi con conseguente ripartenza. “Non è pienamente realistico, ma è un buon indicatore circa la resistenza e la qualità del propulsore.”

Nella stessa intervista, rilasciata a Top Gear, Bowlby parla anche di alcune soluzioni a cui si è giunti per garantire una maggiore stabilità alla vettura, come la scelta di dotare le 3 monoposto esclusivamente della trazione anteriore e accennando anche al lavoro svolto insieme alla Michelin. Il risultato? Una vetture molto stabile che richiede cambi di gomme solo all’anteriore, visto che gli pneumatici posteriori, non dovendo scaricare a terra la mostruosa potenza del motore-recupero di energia, riescono a resistere per ben 9 stint!

Sulla pista di Bowling Green, 3170 metri senza particolari allunghi e con diversi tratti veloci (che replicano ottimamente anche le chicane di Mulsanne e le curve Porsche), la Gtr-Lm ha toccato punte di 309 km/h. E non sotto al sole, bensì sul bagnato! “Abbiamo lavorato principalmente sul telaio e sul set-up aerodinamico e abbiamo fatto dei grossi passi avanti. Nelle sezioni ad alta velocità, la macchina ora è molto ben bilanciata e mi permette di spingere al massimo. La vettura si comporta veramente bene su queste gomme e credo che sarà davvero forte sul bagnato, ti dà un sacco di fiducia per spingere e sposta l’acqua molto bene.” Queste le parole di Harry Tincknell, uno dei nove piloti del team.La Nissan sulla bagnatissima pista di Bowling Green

Rimangono però tante incertezze circa il recupero di energia. Un sistema che, non smetteremo mai di ripeterlo, è stato concepito in maniera veramente estrema. Basti pensare che il volano, ruotando a 52000 giri, permette di scaricare a terra una potenza di circa 1000 cavalli, quasi il doppio di quella generata dal motore termico! Non stupisce quindi la fragilità del meccanismo, che oltretutto crea grossi problemi ai freni anteriori, ovvero quelli addetti all’accumulo di circa l’80% della potenza. Per questo, in molti hanno avanzato l’ipotesi che in Nissan potrebbero non utilizzare il sistema durante la 24 ore.

Risolti con successo, invece, i problemi relativi alla sicurezza della monoposto. Ben Bowlby: “Abbiamo passato il primo test privato e controllato tutto tranne il roll-bar anteriore. Ma abbiamo fallito la prova davanti alla FIA, cosa molto sorprendente che ci ha causato un mal di testa enorme. Purtroppo, quando è successo, ha distrutto il telaio.” Nel video allegato, a partire dal minuto 2:20, è presente la registrazione del test, che consisteva nel porre un carico di 8 tonnellate sulla struttura anteriore a ponte. 8000 kg posti sopra appena 40 della cellula di sicurezza. Un sfida titanica per un “esterno”, ma ordinaria amministrazione per un ingegnere. Eppure la struttura si è spezzata, danneggiando irrimediabilmente un telaio da 170.000 dollari. Ma la squadra ha reagito, ridisegnando il montante anteriore e la struttura degli sportelli. Questi ultimi, su richiesta della FIA, avrebbero dovuto resistere ad un carico di 750 kg. “La prima volta abbiamo fallito e incrinato lo sportello. Abbiamo dovuto ridisegnarne completamente la struttura e, poche decine di migliaia di dollari dopo, abbiamo avuto una nuova porta. L’abbiamo testata e ha resistito magnificamente.”

Per quanto riguarda l’organizzazione della squadra, arriva la conferma dei piloti e delle 3 vetture a Le Mans: Pla/Manderborough/Chilton sulla #23, Buncombe/Krumm/Tincknell sulla #22 e Shulzhitskiy/Matsuda/Ordonez sulla #21. Domanda: dov’è Genè? Rimpiazzato proprio da Shulzhitskiy e impiegato come pilota di riserva: “Fare un passo indietro per Le Mans è stata una decisione difficile per me. Sono molto impressionato dagli sforzi compiuti dalla squadra e anche se io non correrò nella 24 ore sarò lì per aiutare con la mia esperienza di gara.”

Non resta che chiudere con un’altra domanda: dove sarà la Nissan dopo Le Mans?

Lorenzo Michetti