Guest post: luci e ombre sulla prima gara del WEC

Sotto il cielo grigio di Silverstone la luce più brillante della prima gara del FIA WEC 2014 è senza dubbio la nuova Toyota. Potremmo anche dire che tra i due teutonici litiganti (i tedeschi di Audi e Porsche) il terzo gode, e il terzo è appunto la giapponese TS 040 Hybrid che ottiene una doppietta sulla quale nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo.

La gara scatta alle 12:00 locali con soltanto 27 auto al via, causa il forfait delle Strakka Racing LMP2 (che forse vedremo a Le Mans) e della misteriosa Lotus T129 LMP1 (che forse non vedremo mai).

Nelle prime battute le Toyota e le Audi inscenano una bagarre degna di una gara sprint nella quale non mancano diversi contatti, mentre subito dietro le debuttanti Porsche 919 Hybrid osservano a debita distanza pronte a cogliere i frutti della lotta per poter scalare posizioni preziose.
Il team Rebellion corre quasi per onor di firma, all’ultima gara con le Lola B12/60 (a Spa debutterà la nuova Oreca R-One): uniche partecipanti alla categoria LMP1-L, la #12 e la #13 sono troppo lente per poter impensierire le LMP1-H (ibride).

I primi veri colpi di scena si hanno dopo circa un’ora di gara, quando uno scroscio violento di pioggia mette fuori gioco la Porsche #14, la Rebellion #13 a l’Audi #1. Anche André Lotterer, sul secondo prototipo di Ingolstadt, viene tradito dall’asfalto viscido, ritrovandosi insabbiato alla curva Stowe.
I guai di questo equipaggio proseguono, anzi, terminano a metà gara, quando Benoît Tréluyer nella foga della rimonta sulle Toyota va violentemente a sbattere contro le barriere. Il pilota francese è illeso e tenta eroicamente di ripartire, finendo però nella ghiaia a causa delle sospensioni distrutte. Ne deriva una lunga “full course caution” dietro la Safety Car (alla faccia del “code 80” deliberato dalla FIA). Lo squadrone Audi Sport non subiva una giornata così negativa dal round di Cina della ILMC 2011, nel quale nessuna delle tre R18 schierate tagliò il traguardo.

In LMP1 dopo la ripartenza non succede più nulla. Le Toyota sono staccate di un giro e dietro, a un’ulteriore tornata, la Porsche su cui debutta Mark Webber ha a che fare con delle piccole noie meccaniche che la rallentano. Un pizzico di fortuna ha invece assistito le vetture giapponesi per tutta la gara, cosa indispensabile nelle gare Endurance.

A circa 1 ora dalla fine si scatena un diluvio che costringe la direzione gara a far entrare in pista la Safety Car e a dare “Red Flag” con 25 minuti di anticipo sullo scoccare delle sei ore di gara.
Gara finita e vittoria meritata per la Toyota #8 di Davidson, Lapierre e Buemi davanti la vettura gemella #7 di Wurz, Sarrazin, Nakajima. Terza la Porsche 919 #20 di Webber, Hartley e Bernhard. Quarta la Rebellion #12 di Prost, Heidfeld e Beche.

In una desolante classe LMP2, con sole quattro barchette al via, G-Drive Racing rispetta i pronostici trionfando con la #26 guidata da Rusinov, Pla e Canal. Più combattuta la classe GTE Pro, dove la AF Corse Ferrari #51 e le due Porsche 911 ufficiali hanno dato vita ad una lunga battaglia terminata con la doppietta dei tedeschi (la #92 davanti alla #91) e la Ferrari relegata al quarto posto causa un principio di incendio durante un pit stop a metà corsa. Terza la Aston Martin #97 che però appare ancora lontana in termini di passo da Ferrari e Porsche.

Ma l’ombra più grande non solo sul round inglese, ma su tutto il campionato è stata gettata dalla stessa FIA con la decisione di mettere il live streaming a pagamento (30 euro per l’intera stagione); una scelta che rischia di allontanare decine di migliaia di appassionati, mettendo a serio rischio il futuro del campionato, e che sembra studiata “ad hoc” contro i fans italiani: in tutto il resto d’Europa le gare continueranno ad essere visibili su Motors TV, piattaforma assente in Italia. Inoltre, pur possedendo due canali, Eurosport ha trasmesso solo due delle sei ore di gara e a Spa trasmetterà forse solo l’ultima ora.

Non ci resta che sperare in una (difficile) marcia indietro della federazione per riavere lo streaming gratuito, ma allo stato attuale delle cose è un’ipotesi che sfiora la fantascienza. Nel frattempo, attendiamo con ansia l’appuntamento di Spa-Franchorchamps previsto per il 3 Maggio.

Federico Famiglietti