Nissan dorma!

La celebre composizione musicale della Turandot sembra ben rispecchiare il clima che si respira in casa Nissan. Il team giapponese ha infatti annunciato che salterà le prime due corse della stagione 2015 del Wec, ovverosia Silverstone e Spa. Una decisione improvvisa che ha lasciato con l’amaro in bocca molti curiosi, ansiosi di vedere questa stravagante vettura confrontarsi con Toyota, Audi e Porsche. Possibilità oramai rimandata al 31 maggio, giorno in cui i cancelli del circuito della Sarthe si apriranno per lasciar assaporare asfalto e, inevitabilmente, ghiaia ai piloti che prenderanno parte alle 24 Ore 2015.

Come detto, decisione improvvisa ma non del tutto inaspettata. Ben Bowlby a colloquio con i tecnici NissanLa nuova Gt-R Lm Nismo non ha certo brillato per affidabilità nelle ultime settimane, rinunciando ai test di Sebring dopo appena 68 giri a causa del cedimento di un componente relativo all’ancoraggio del motore al telaio, come rivelato dal team principal Ben Bowlby (a sinistra, nella foto). Altre brutte notizie sono arrivate dai tecnici della FIA, secondo i quali la monoposto non avrebbe superato gli standard minimi richiesti ai crash-test.

Insomma, di lavoro da fare ce n’è veramente tanto.L'abitacolo della Nissan Gt-R Lm messo a nudo. Del resto, tutta l’impostazione della vettura rappresenta una sfida, dal più piccolo componente aerodinamico del diffusore all’ultimo ingranaggio che collega il recupero di energia all’albero motore. Se, infatti, la Gt-R Lm ha fatto parlare di sè principalmente a causa del motore anteriore, buona parte dell’attenzione va riposta sulla zona dell’abitacolo e sul retrotreno. Non è ancora chiaro se in casa Nissan abbiano effettivamente impostato la vettura per accogliere anche la trazione posteriore, cosa resa veramente difficile dai complessi condotti aerodinamici che culminano con il diffusore e per via della difficoltà di far passare un albero di trasmissione nel cockpit. Di certa c’è solo la scelta per il recupero di energia, caduta su un sistema a volano meccanico che, quindi, non prevede accumulatori e motori elettrici (come nel caso delle dirette avversarie), bensì un delicato meccanismo a ingranaggi e frizioni per permettere il trasferimento dell’energia cinetica alle ruote. Il tutto riposto sotto le gambe del pilota, costretto a guidare in una posizione notevolmente scomoda e rialzata.

Dunque non può che giovare una boccata d’aria e di tempo per i tecnici del team, che adesso avranno più di 2 mesi per poter lavorare sulle parti più delicate della monoposto e non le 3 settimane che ci separano dal primo appuntamento del Mondiale Endurance, a Silverstone. Visione ottimista ripresa anche da Darren Cox, capo di Nissan Motorsport, che ha dichiarato quanto segue ad Autosport: “Il nostro obiettivo principale è sempre stato Le Mans, quindi abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione su quella corsa. Non era difficile immaginare che con una vettura tanto diversa dalle altre avremmo dovuto fronteggiare delle sfide impegnative, quindi preferiamo portare avanti lo sviluppo nei test piuttosto che in gara“.

Nel 2012 la Toyota saltò la 6 Ore di Spa, prevista inizialmente come gara di debutto per la Ts030, presentandosi direttamente a Le Mans un mese e passa dopo. Tutti sappiamo dove si sarebbe ritrovata 3 anni dopo. La domanda è: dove si troverà la Nissan nel 2017?