Toyota al successo casalingo, AF Corse fa doppietta

di Lorenzo Michetti


Si è conclusa stamane alle 10 la 6 ore del Fuji, 5° appuntamento del Mondiale Endurance 2014. Una gara che si è svolta senza grandi colpi di scena, sotto un cielo nuvoloso che, alla vigilia, prometteva pioggia e violente raffiche di vento a causa dell’uragano Vongfong in avvicinamento. Fortunatamente, sul circuito alle pendici del monte Fuji non si è assistito allo scempio visto nella bagnatissima e drammatica gara di F1 a Suzuka dello scorso fine settimana.

Premesse
La vigilia è risultata infuocata anche per altri motivi. Dopo l’ultimo appuntamento sul circuito di Austin, vissuto dai piloti come una “roulette” a causa delle condizioni meteo che hanno richiesto l’esposizione della bandiera rossa, in ogni categoria si respirava aria di riscatto: in America, la Toyota ha subìto il riavvicinamento dell’Audi (protagonista, lo ricordiamo, di una doppietta); in LMP1-L (la sotto-categoria riservata ai privati che corrono con vetture non ibride), la Rebellion Racing aveva tutto l’interesse a mantenere il monopolio messo in pericolo dall’arrivo della CLM P1/01 schierata dal team Lotus, seconda al debutto nell’appuntamento precedente; in LMP2 la situazione non potrebbe essere più caotica, con i team G-Drive e KCMG (rispettivamente secondi e terzi in classifica) a caccia dei rivali del team SMP che, grazie al pieno bottino conquistato nella 24h di Le Mans, hanno bilanciato i risultati non eccellenti delle altre 3 corse disputate e si sono portati in testa nella classifica riservata ai team; infine, nelle classi riservate alle Gt, la sfida è apertissima tra Ferrari, Porsche e Aston Martin, con quest’ultima non brillante nelle prime 3 corse ma reduce da un’ottima prova sul circuito del Texas dove la Ferrari, leader della classifica, si è ritrovata in forte difficoltà. Insomma, all’alba di questo week-end giapponese appena conclusosi c’erano tutte le premesse per assistere ad avvincenti duelli rusticani nelle varie categorie di cui il WEC è composto.

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La gara
La conferma di questa sensazione viene anche dai risultati delle prove libere: Audi costantemente davanti in LMP1, team G-Drive convincente in LMP2 e Ferrari in netta difficoltà sia in classe Pro che Am della GTE. Più o meno medesimo copione nelle qualifiche di sabato, tranne che per un importante dettaglio: la Toyota TS040 dei leader di campionato Davidson/Buemi (Lapierre non ha partecipato per “motivi personali”, pausa che potrebbe protrarsi per i restanti 3 appuntamenti della stagione. Nel 2015 però sarà regolarmente tra le fila dei piloti Toyota, come fanno sapere fonti del team) è balzata di fronte a tutti grazie ad una media di tempi stratosferica, guadagnandosi la partenza dal palo di fronte alle due Porsche, alla gemella condotta da Wurz/Sarrazin/Nakajima e alle due Audi E-Tron Quattro, sprofondate in fondo alla classifica LMP1-H.
La gara scatta regolarmente alle 4:00 (ora italiana) nonostante i timori per le condizioni meteo, con le 6 ore di competizione che scivolano senza grandi problemi o intoppi e rivelano una Toyota inarrivabile per tutti, come se competesse in un categoria a parte. Le due Porsche mostrano un buon handling e una notevole velocità in rettilineo, nonostante le perplessità all’inizio della stagione riguardanti l’adozione di un propulsore termico V4 2.0 a benzina, sovralimentato da un’unica turbina. Risulta sempre più evidente che il grande lavoro della casa di Stoccarda si concentra su aderenza e trazione, qualità garantite da un ottimo telaio e un efficiente sistema ibrido che sfrutta l’energia delle frenate e dei gas di scarico. Più o meno la via seguita in casa Toyota, dove si è mantenuto il V8 aspirato 3.7 a benzina, accoppiato a due propulsori elettrici agenti su entrambi gli assi che garantiscono un bonus di 480 cavalli. Solo all’Audi si è deciso di lavorare maggiormente sul propulsore termico, portando la cilindrata del V6 turbodiesel da 3.7 a 4.0 cc, più che su un sistema ibrido che garantisse maggiore potenza sull’asse posteriore (mentre sull’anteriore agisce il canonico motore elettrico da 250 cavalli). Tre scelte completamente diverse che hanno contribuito a convogliare maggiore interesse su un campionato che quest’anno ha puntato tutto sulla propulsione ibrida della classe regina. Una scelta che evidentemente non ha pagato nel team di Ingolstadt, almeno per questo week-end: le due E-Tron Quattro davano l’impressione di essere ferme in rettilineo e in uscita di curva rispetto alle dirette antagoniste, situazione che ha relegato la vetture #1 e #2 al 5° e 6° posto finale, rispettivamente a 2 e 3 giri dal vincitore, dietro alla Porsche #7 di Dumas/Jani/Lieb (che ha accusato un calo di potenza durante la quarta ora, poi superato) e alla #20 di Bernhard/Webber/Hartley, quest’ultima vittima di una foratura al 16° minuto che ha costretto Mark Webber ad uno stop anticipato e ad un radicale cambio di strategia. Davanti, solitari, i due prototipi giapponesi staccati fra loro di 25 secondi.

In classe LMP1-L la competizione fra i team Rebellion e Lotus si è conclusa al giro 181, quando un violento principio d’incendio ha fermato la CLM P1/01 mentre era alla guida Christophe Bouchut, uscito miracolosamente indenne da un rogo che i commissari non riuscivano ad arginare e che ha quasi completamente divorato la vettura. La poco affollata categoria LMP2 vede il successo della Ligier JS P2 del team G-Drive, mentre l’Oreca #37 di SMP Racing ha subìto prima una penalizzazione per la sostituzione del motore e infine un contatto durante la terza ora che ha richiesto una rapida verifica ai box.

Nella divisione GTE-Pro sembrava non essere la giornata dei leader di campionato Bruni/Vilander, indietro sulla griglia e penalizzati durante la seconda ora a causa del ripetuto superamento dei limiti della pista. Nonostante questo gli alfieri di AF Corse sono transitati per primi sotto la bandiera a scacchi, seguiti a 2 secondi dalla vettura gemella di Rigon/Calado. Terzo posto per l’Aston Martin di Macdowall/Rees/O’Young davanti a Bergmeister e Lietz sulla Porsche 911 RSR, diretti inseguitori della Ferrari #51 nella classifica team e piloti. La classe GTE-Am è stata invece dominata dall’Aston Martin di Poulsen/Heinemeier-Hansson/Thiim, con la classica scaletta Aston Martin, Porsche, Ferrari che si è palesata in quasi tutti gli appuntamenti di quest’anno.

Il prossimo appuntamento sarà a Shangai fra 3 settimane, una 6 ore che rappresenta l’inizio della fase conclusiva di una stagione che propone una lotta a tre in ben tre categorie differenti (LMP1-LMP2-GTE). Quello cinese è un circuito che premia specialmente una buona efficienza aerodinamica e una notevole trazione, ma che richiede un prezzo anche in termini di velocità per la presenza del lunghissimo rettilineo compreso tra le curve 13 e 14. Queste caratteristiche lo rendono assimilabile al circuito del Fuji su cui si è corso oggi e quindi potrebbero favorire Toyota e Porsche nella lotta al titolo mondiale. Presto per chiudere i giochi, ma non per imporre una seria ipoteca anche se, come sanno bene i cultori del Monopoli, ipotecare una proprietà a due terzi del tempo di gioco rappresenta spesso l’inizio e non la fine. Chissà se il boss Audi Wolfgang Ullrich ama i giochi in scatola…