Nissan GT-R Lm Nismo: il coraggio di osare!

Come in ogni buon articolo, l’autore dovrebbe iniziare indicando la località. Orbene, visto l’argomento cardine di questa trattazione, credo sia lecito iniziare con un bel “Gotham – …”. La nuova Nissan GT-R Lm Nismo non è nera, non è guidata da un oscuro “uomo pipistrello” e non ha armi segrete pronte a far fuoco premendo un semplice bottone. Anche se su questo, probabilmente, avremo da ricrederci. La creatura giapponese infatti, lanciata ufficialmente poche ore fa con uno spot durante il Super Bowl americano, genera sorpresa e perplessità da qualunque angolazione la si guardi, grazie ad un’interpretazione del regolamento tecnico degna dei migliori fumetti fantascientifici. La Nissan ha rilasciato diversi dettagli tecnici della vettura: motore, recupero di energia, dimensioni degli pneumatici e trazione, il tutto reso più affascinante da una cascata di foto che, per un purista dei motori, hanno rappresentato il “fappening 2015 edition”. Eppure, dati alla mano, più si guardano quegli scatti e più la domanda sorge spontanea: ma questa monoposto, come funziona?

Dunque, partiamo dalle certezze. La nuova arma della Nissan è dotata di un motore V6 3.0 benzina, la cui potenza viene ingigantita da due turbocompressori e scaricata sui semiassi anteriori da una trasmissione a 5 rapporti. Già, la potenza: 1250 cavalli, di cui 550 provenienti dal propulsore termico e circa 700 dai motori elettrici. Non si conosce la strategia costruttiva usata per il recupero di energia, come rimane ignota anche la classe di potenza in cui si collocherà la vettura, però la filosofia di utilizzo di questa tecnologia è ben spiegata dal responsabile del progetto Ben Bowlby: “La forza rilasciata dal recupero di energia è comparabile alla forza dell’esplosione di un candelotto di dinamite. Vogliamo quindi rilasciare l’energia molto velocemente perché vogliamo dare ai piloti l’opportunità di portare la vettura ad altissime velocità in poco tempo.” Ciò si traduce in una eccezionale trazione ed accelerazione, almeno sulla carta.

Ulteriori particolarità si possono riscontrare gettando un occhio agli pneumatici: 14″ di larghezza all’anteriore e solo da 9″ al posteriore, come se non fosse sufficientemente chiaro quale sia la zona nevralgica di questa assurda monoposto. Secondo alcune indiscrezioni il cockpit sarebbe decisamente rastremato, tanto da costringere gli uomini della Nissan a reclutare piloti non troppo alti come il buon Marc Genè, che dall’alto del suo metro e 73 non richiederà certo l’intervento del team di decarcerazione per poter tornare a casa dopo un turno in pista. Altro nome papabile, seppur non confermato, è quello di Michael Krumm, il primo a portare in pista il prototipo della GT-R. Ultima chicca, la scelta di collocare i terminali di scarico sul cofano anteriore, proprio di fronte al parabrezza.

A sentir parlare di scarichi posizionati sul cofano anteriore, sicuramente in molti si sono fiondati a scrutare meglio gli scatti che ritraggono la vettura.Il retrotreno della Nissan Lmp1. Ma proprio osservando quelle foto sorgono molte domande e nascono teorie azzardate, ma al contempo straordinarie. Una delle zone che più crea incertezze in questa monoposto è, strano a dirsi, quella posteriore: secondo alcune affermazioni rilasciate dalla casa madre, la GT-R dovrebbe essere pensata per alloggiare una trazione 4WD. Eppure, osservandone il “lato b”, non si scorgono semiassi nè si capisce come potrebbero essere alloggiati, visto il complicato e ignoto insieme di canali a funzione aerodinamica che impegnano tutto il retrotreno. Da qui l’azzardo: possibile che alla Nissan abbiano studiato un sistema a “cascata” di ingranaggi? E parlando proprio dell’aerodinamica della vettura, si nota la discrepanza tra la totale assenza di appendici della vettura e il complicato disegno del retrotreno, simile ad una freccia e contraddistinto da vistose “svirgolature” sui passaruota, cosa che fa presupporre un delicato studio dei flussi interni e sottostanti la vettura.

L'abitacolo rastremato della Nissan Lmp1.Avanzando nell’analisi, è naturale chiedersi il motivo di un abitacolo così sottodimensionato. La risposta pare coinvolga il recupero di energia e la trasmissione dell’auto: secondo fonti non ufficiali, la Nissan sfrutterebbe un volano alloggiato sotto i piedi del pilota e, inoltre, proprio per permettere lo sfruttamento di tutti e due gli assi, avrebbe sistemato l’albero di trasmissione a fianco del sedile, anche se come detto prima, rimane ignoto il modo in cui il differenziale “comunica” con le ruote posteriori.

 

Passando all’anteriore, la prima cosa che colpisce lo spettatore è il perfetto incastro della selva di cavi, delle parti meccaniche e delle componenti elettriche che si cela sotto il cofano. Ma, dopo aver lodato il lavoro dei progettisti, non si può fare a meno di chiedersi come questi ultimi riusciranno a gestire le temperature interne, o anche come sia possibile svolgere un banale intervento di manutenzione senza dover smontare completamente l’avantreno. Pare inoltre che le turbine peschino aria attraverso una presa d’aria posta nel musetto anteriore, quindi facilmente danneggiabile in caso di tamponamento con tutto quello che ne consegue in termini di surriscaldamento.

L'affollatissimo vano motore della Nissan Lmp1.

Insomma, tra dubbi e certezze, questa è la nuova Nissan GT-R Lm Nismo che competerà nel Mondiale Endurance a fianco di Toyota, Audi e Porsche, in un’edizione 2015 che, viste le premesse, regalerà non poche emozioni. Inutile chiedersi dove arriverà la “batmobile” giapponese: in un panorama motoristico dove la tendenza è quella di soffocare la creatività dei progettisti, la Nissan ha già vinto!