Wec: il Bahrain consacra la Toyota!

Bahrain, settima tappa del Mondiale Endurance FIA 2014. Probabilmente, la maggioranza degli appassionati si aspettava una corsa monotona, fatta più di domini nelle varie classi che di nevrotici conti per stabilire chi poteva ancora giocarci il campionato. Anche chi scrive aveva puntato a questa idea, confermata da un’analisi del circuito bahrainita che suggeriva le condizioni ideali per far sì che i “soliti noti” del campionato avessero vita facile. E invece, la sabbia non ha rappresentato l’unico motivo di stress nei box.La partenza della 6 Ore del Bahrain

La Toyota ha dominato la classe LMP1 nelle ultime corse, mostrando una superiorità schiacciante da ogni punto di vista: telaio, motore, recupero di energia, consumo carburante e gomme. In particolare, nel team nipponico tutti gli occhi erano sulla coppia Davidson/Buemi, visto il match point che potevano giocarsi già in questa tappa mediorientale. E la coppia non ha deluso le aspettative, con un 2° posto conquistato nelle qualifiche (alle spalle della Porsche #14) e la testa della gara ottenuta già nelle prime fasi. Ma intorno a metà corsa, gli steward sono stati costretti ad esporre la bandiera bianca a causa del rallentamento della Toyota TS 040 #8, rifugiatasi ai box per sostituire l’alternatore. L’arrivo in undicesima posizione, a 18 giri dal termine, non ha però tolto il sorriso ai dirigenti del team nipponico, che hanno potuto festeggiare la vittoria del titolo riservato ai piloti con una gara d’anticipo, oltre alla prima posizione della vettura gemella condotta da Wurz/Sarrazin/Conway di fronte alla Porsche poleman di Dumas/Jani/Lieb, alla seconda vettura di Stoccarda e infine alle due Audi. Il team di Ingolstadt mantiene aperti anche i giochi nella classifica riservata ai costruttori, seppur con due vetture giunte rispettivamente a 1 giro e 2 giri dal prototipo vincente.

In classe LMP1-l la nuova CLM P1/01 ha collezionato l’ennesima prestazione deludente, a causa di un guasto del cambio che ha estromesso la vettura dalla corsa già al 1° giro. A questo risultato va sommato il rogo al Fuji e le prestazioni da LMP2 mostrate in Cina. Vittoria di classe conquistata dalla Rebellion #13, seguita dalla vettura gemella di Prost/Heidfeld/Beche.

Giochi aperti fino alla fine in classe LMP2, grazie alla vittoria dell’Oreca-Nissan di Howson/Bradley/Imperatori, schierata dal team KCMG, di fronte alla vettura #37 del team SMP Racing, leader della classifica riservata alle squadre. Terza la Ligier-Nissan di Rusinov/Pla/Canal che ha dominato le ultime due corse fino a portarsi in seconda posizione di campionato sia nella classifica dei team, sia in quella dei piloti. Determinate la penalità inflitta a Minassian nell’ultimo quarto d’ora per un contatto con l’Audi #1, che ha causato l’arrivo in quinta posizione di classe della vettura #27 su cui corre Zlobin, leader della classifica piloti ma con un margine sempre più ristretto.

La stessa cosa non si può dire per le classi riservate alle GT, dove 4 dei 5 titoli in gioco sono stati definitivamente chiusi con la gara odierna. Festa in casa AF Corse grazie alla vittoria nella categoria Pro che regala a Bruni/Vilander il titolo piloti e al team di Amato Ferrari l’alloro finale. Terza l’altra Ferrari 458 condotta da Rigon/Calado, preceduta dall’Aston Martin #97 di Turner/Mucke. Il team inglese si è ampiamente rifatto, però, nella categoria Am: grazie alla vittoria di classe di Poulsen/Heinemeier-Hansson/Thiim, il team Aston Martina ha conquistato l’alloro sia nella classifica riservata alle squadre, sia tra i “drivers”. Gara incolore delle Porsche, che rimangono comunque in lizza per la conquista del trofeo per i costruttori.Vittoria dell'AF Corse in GTE-Pro

L’ultimo, caldissimo appuntamento è fissato fra due settimane sul circuito di San Paolo, con l’orario di partenza della corsa conclusiva della stagione fissato per le 13 (ora locale). Caldissimo per due semplici motivi: per i trofei ancora da consegnare…ma anche per le alte temperature dell’aria e dell’asfalto che dovranno affrontare i prototipi e le GT del Wec. L’anno scorso l’Audi fece doppietta grazie alle disavventure della Toyota. Riuscirà quest’anno a ripetersi, cercando almeno la vittoria tra i costruttori della LMP1? Inutile porsi domande. La corsa di oggi ci ha insegnato che nelle categorie endurance vale più che mai il detto “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”.