Wec-come back!

Son trascorsi già 5 mesi da quel 21 novembre in cui la Porsche decise di riscrivere la storia, tornando a collezionare coppe e scatti da copertina dopo una pausa decennale. Stiamo parlando del Mondiale Endurance, o Wec che dir si voglia, che ritorna ufficialmente in scena questo fine settimana sull’asfalto di Silverstone, dopo una pausa invernale carica di test, voglia di rivalsa e novità tecniche da affrontare con malizioso ingegno!

In fin dei conti, a caratterizzare questa ennesima stagione del Wec saranno proprio le novità regolamentari imposte dagli organizzatori per contenere le prestazioni delle vetture – da un lato – e per mischiare meglio le carte – dall’altro: la superiorità delle 919 Hybrid l’anno scorso è stata palese seppur non totale, ma tanto è bastato per non rimanere sorpresi nel vedere Bernard, Webber e Hartley campioni del mondo nella tappa finale in Bahrain.10420237_1098394396883680_5959305792174406647_n

Da quest’anno, quindi, si cambia: i sistemi di recupero dell’energia potranno contare su una potenza massima di 8 mj (perchè, si era mai andato oltre?), mentre i propulsori riceveranno meno carburante nell’unità di tempo. Ciò comporta un abbassamento delle prestazioni delle vetture – quantificato in circa il 7,5% dai tecnici – a cui gli ingegneri delle varie case hanno dovuto trovare pronta risposta.

Il lavoro nella factory di Stoccarda, sede del team campione mondiale, si è focalizzato principalmente sul miglioramento del già ottimo progetto che ha portato alla nascita della 919 H. In particolare il frontale ha un nuova veste aerodinamica, mentre le sospensioni sono state profondamente riviste per “stressare” meno le gomme e rendere più agevole il lavoro dei meccanici, entrambi limiti palesatesi in più occasioni nella passata stagione. Alleggerito e rivisto il monoblocco che contiene i 4 cilindri disposti a 90°, con migliorie che hanno interessato anche l’iniezione e le componenti elettroniche. Insomma, la parola d’ordine alla Porsche è stata: affinamento!

12524386_1088419741214479_5333823091164332514_nMeno conservativi i grandi sconfitti del 2015, ossia i portacolori Toyota: la TS040, vettura campione del mondo nel 2014, non ha beneficiato dei miglioramenti necessari per stare al passo con Audi e Porsche, ritrovandosi a competere sempre giù dal podio. Per questo, la TS050 rappresenta un grande passo avanti per un team che non dispone di un budget faraonico come quello degli avversari, e la prima cosa che si cambia quando si vuole cambiare tutto è il “cuore”: ecco quindi fare la sua comparsa un meno anacronistico V6 2.4 biturbo, rigorosamente a benzina, accompagnato da un sistema di recupero dell’energia da 8 mj.

La stessa filosofia è stata evidentemente seguita dall’Audi, con la nuova e-tron Quattro che niente ha da spartire con la versione precedente. E non solo per il cambio di livrea: mantenuto – ma aggiornato – il possente V6 4.0 turbo diesel e aumentata la classe energetica fino a 6mj. Ciò consente alle vetture di Ingolstadt un minor approvvigionamento di energia ogni giro rispetto alle concorrenti, ma potrà usufruire di una maggior afflusso di carburante – 80,6 kg/h per Porsche e Toyota, 82 per Audi – seppur limitato da una misura del serbatoio ristretta del 20% rispetto alle altre monoposto. Profondamente rivista anche l’aerodinamica della vettura, rodata nuovamente a Monza pochi giorni fa in un breve test pre-Silverstone.

Sembra essere questa la zona di grande interesse quest’anno, sia per recuperare la velocità persa dal comparto meccanico, ma anche per via di alcune aperture sui passaruota – richieste per motivi di sicurezza – che sporcano notevolmente il flusso d’aria. Ecco quindi che i musi seguono l’esempio delle Porsche e si alzano per incanalare meglio l’aria, mentre le coperture delle ruote assumono forme all’apparenza più tozze per diminuire la resistenza in rettilineo e novità si possono vedere anche nelle appendici alari anteriori e posteriori. Le configurazioni aerodinamiche permesse quest’anno sono 3.

E la Nissan, grande delusione del 2015 ma rimandatasi da sola per questo 2016? Non pervenuta. Il progetto Gtr-Lm Nismo è stato chiuso e l’impegno nel Mondiale Endurance ridimensionato alla sola fornitura di motori. Peccato, peccato davvero.

Ma la classe Lmp1 già dallo scorso anno comprende anche le vetture non dotate di motorizzazioni ibride, vale a dire la CLM del team ByKolles e le Rebellion, entrambe rimaste fedeli al V6 2.4 AER. Nei test entrambe hanno mostrato buoni passi avanti a livello di prestazioni, quasi a livello delle Lmp1 ibride della scorsa annata, ma rimarrà comunque una sfida esclusiva tra queste due squadre. Il prossimo anno, tuttavia, è previsto l’arrivo della Strakka e forse di altri team in fuga dalla categoria minore, la Lmp2.

Lmp2 che non ha subìto grandi variazioni – attese per il 2017 – se non nell’entry list, con l’arrivo del team Manor e il ricongiungimento di 2 ex compagni di squadra, Roberto Merhi e Will Stevens.

Le categorie animate dalle auto a ruote coperte, invece, brulicano di novità e grande curiosità! Ed è inutile nasconderlo, più dei cambi di casacca/team tra i gentlemen drivers, a generare grande attesa è il debutto delle nuove Ferrari 488 Gte e, forse ancora di più, delle Ford GT. Entrambe le vetture dispongono di motorizzazione turbo, novità assoluta tra le Gte, anche se l’esempio non è stato seguito da Aston Martin e Porsche, un po’ per l’assenza di un nuovo modello da schierare e, chissà, forse sperando nelle concessioni che la Federazione elargirà alle auto dotate di motori aspirati, decisamente meno prestazionali e ormai superati rispetto alla tecnologia turbo che sta prendendo piede.11220801_1088163957906724_6346148564661181425_n

Imponente l’organizzazione messa insieme per tentare l’arrembaggio al titolo nel Wec da parte del Ford Chip Ganassi Team UK, con il primo sedile affidato a Pla/Mucke/Johnson e il secondo a Franchitti(Marino)/Priaulx/Tincknell. In casa AF Corse, invece, sorprende l’assenza di Toni Vilander al fianco del suo storico team mate Gimmi Bruni: il finlandese sarà al via del WeatherTech SportsCar Championship – il TUSCC con denominazione e main sponsor 2016, per intenderci – assieme a Giancarlo Fisichella. Bruni sarà quindi affiancato da Calado, mentre Rigon farà coppia con Sam Bird. Inusuale.

12957558_1096181160438337_957884949594550071_oNel frattempo che leggete questo articolo, con tutta probabilità i motori si sono accesi nel Northamptonshire e i primi riscontri dalla pista non tarderanno ad arrivare. Tempo permettendo. Già, poichè il notoriamente estroverso tempo britannico ha in serbo niente meno che una bella nevicata per la giornata di sabato! O almeno questo è ciò che prospettano i metereologi. Fortunatamente alcune delle Lmp1 dispongono di quanto più vicino ci sia ad una trazione integrale, tra propulsore termico e motori elettrici sui vari assi.

Non resta che armarsi di pazienza, ombrello e una buona “spotter guide” in attesa che il solito orologio Rolex segni mezzogiorno in quel di Silverstone. Wec-come back, stacanovisti del motorsport!

Lorenzo Michetti