Wec: giornata nera per Audi e AF Corse mentre la Porsche domina

Il Mondiale Endurance è tornato al Nurburgring dopo tanti anni, ma non lo ha certo fatto in maniera eclatante: la 6h conclusasi ieri ha riservato, sì, dei colpi di scena, ma si è rivelata la gara meno combattuta ed avvincente dell’anno. Almeno fino ad ora. Se l’inizio della stagione ha infatti scombussolato le carte dopo un 2014 in cui i ruoli erano più o meno ben definiti, questa seconda parte ha appiattito il livello della competizione, almeno tra i prototipi.

Le Porsche 919 H hanno dominato la scena, con la vettura #17 prima sotto il traguardo seguita dalla gemella, nonostante quest’ultima sia stata attardata da 1’35” di penalizzazione per il consumo eccessivo del carburante causato dal guasto di un sensore. Ma neanche questo ha privato la monoposto di Stoccarda del podio, risalendo le posizioni occupate dalle Audi. 11902507_970625279660593_8215900000588744729_n

Proprio in casa dei 4 anelli si registra la delusione più cocente. Dopo i buoni segnali mostrati in prova e la voglia di rivalsa per lo smacco a Le Mans, la vetture #7 e #8 sono giunte rispettivamente terza e quarta al traguardo, a 1 giro dalla Porsche di Bernhard/Webber/Hartley.

Ancora più attardate le Toyota, con i campioni del mondo in carica Davidson e Buemi – in equipaggio con Nakajima – che hanno segnato un mesto “+3 laps” alla fine delle 6 ore di gara, in quinta posizione. Sesta la Ts040 #2.

Grandi passi avanti sono stati fatti invece in casa ByKolles, con la Clm P1/01 resa finalmente affidabile, tanto da staccare di 2 giri la migliore delle Rebellion. A livello velocistico, però, c’è ancora tanto da tirar fuori dal motore AER biturbo e dai piloti del team.

Vittoria in classe Lmp2 per il team KCMG, evidentemente rinvigorito dall’en plein segnato a Le Mans e ripetuto ieri sul tracciato tedesco, con la pole a 4 decimi dal primo alfiere del team G-Drive e la vittoria con un distacco ancora più marcato sulle Ligier JS P2 del team russo. Prestazioni ancora sottotono per l’ESM, alle prese con un motore Honda non soddisfacente quanto il Nissan ampiamente utilizzato nella categoria.

Situazione decisamente più movimentata tra le vetture Gt. Nella categoria Pro si è assistito ad un clamoroso colpo di scena già dopo 15 minuti dall’inizio delle ostilità, quando le telecamere hanno inquadrato la Ferrari 458 #51 di Bruni ferma a bordo pista a causa delle bizze dell’impianto elettrico. Il testimone è passato nelle mani dell’altra vettura AF Corse (gli alfieri di Amato Ferrari avevano segnato una netta doppietta di qualifica) condotta da Rigon e Calado, ma a passare per primi il traguardo sono stati Lietz/Christensen a bordo della Porsche 911 #91 del team Manthey, mentre la Ferrari #71 ha chiuso il podio dopo un contatto con l’altra Porsche di Pilet/Makowiecki costato una penalità proprio alla vettura tedesca, giunta comunque seconda sotto la bandiera a scacchi.11935567_971787562877698_5985390107548268767_n

Vittoria Ferrari tra gli Am, dove la 458 #72 di Shayter/Bertolini/Basov ha ripetuto il successo di Le Mans staccando l’Aston Martin #98 di Dalla Lana/Lamy/Lauda.

Prossimo atto in programma sul Circuito delle Americhe ad Austin il 19 settembre, una corsa che l’anno passato regalò un risultato decisamente inaspettato a causa delle assurde condizioni meteo. Difficile che si ripeta anche quest’anno il nubifragio della passata edizione, quindi in molti dovranno chinare il capo e lavorare sodo per recuperare posizioni di prestigio. In primis l’Audi, soppiantata dal lavoro fatto in casa Porsche che ha reso le proprie monoposto assai efficienti a livello aerodinamico e meccanico, specie per quanto riguarda il sistema ibrido, e che adesso si godono la vetta della classifica costruttori, puntando a quella piloti. Tanto lavoro anche in casa AF Corse vista la lotta che anima la categoria Gte-Pro e che vede protagoniste Porsche, Ferrari e Aston Martin, con le prime due in leggero vantaggio nell’ultimo periodo.

I giochi sono tutt’altro che chiusi avendo appena passato il giro di boa del campionato. Non resta che armarsi di pazienza ed attendere le mosse dei team, cosa decisamente facile per lo spettatore di un campionato come il Wec che punta la spettacolarità delle proprie gare sulla durata e non sulla prestazione secca.

Lorenzo Michetti