Westbrook e Barbosa illesi per miracolo a Daytona: cancellati i test per i prototipi

Terzo giorno di prove, secondo campanello d’allarme: le gomme non reggono. No, non stiamo parlando di Formula 1 ma di quel Tudor United SportsCar Championship che in questi giorni ha iniziato le proprie attività ufficiali con due sessioni di test, una consumatasi tra sabato e domenica a Sebring, l’altra ancora in corso in quel di Daytona.

Ieri, nella prima giornata, due spaventosi incidenti hanno lasciato senza fiato addetti ai lavori e appassionati presenti in circuito. Il primo ha visto coinvolto Richard Westbrook, vittima di un cedimento dello pneumatico posteriore destro in prossimità della frenata della curva uno che ha portato al decollo della sua Chevrolet Corvette #90; più tardi, con una dinamica fortunatamente meno cruenta, la stessa sorte è toccata a Joao Barbosa immettendosi nel “backstretch” dell’ovale, all’uscita della prima sezione guidata del tracciato.

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Entrambi i piloti sono usciti miracolosamente illesi, anche se Westbrook è dovuto passare precauzionalmente dal centro medico dell’impianto.

Il racconto dell’inglese è agghiacciante: “Non riesco a credere di essere uscito da quel crash, accaduto nel punto peggiore possibile della pista. Stavo approcciando la frenata della curva 1, quella che immette nel tratto misto, dove si raggiungono velocità di circa 190 miglia orarie e all’improvviso la gomma è scoppiata mandando la macchina in testacoda. Ho cercato invano di tenerla in carreggiata: è decollata senza che io potessi fare nulla e si è messa a girare su se stessa a mezz’aria”.

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“Ho subito temuto di sfondare le reti di contenimento”, continua l’alfiere di Spirit of Daytona, “che per fortuna hanno fatto il loro lavoro e hanno retto. Sono rimasto in aria per molto tempo e ho pensato un sacco di cose prima dell’impatto, che è stato violentissimo. Voglio ringraziare i commissari di percorso, rapidissimi nell’intervenire, e anche Darren Turner (pilota Aston Martin, n.d.a.), che appena ha visto la vettura distrutta si è fermato per sincerarsi delle mie condizioni; è stato bello constatare la sua presenza e poterlo abbracciare. Non avevo mai subito un incidente del genere e sono fortunato ad esserne uscito illeso. O anche solo ad esserne uscito…”

Entrambi i “voli” sono stati causati dallo scoppio dello pneumatico posteriore destro, cosa che ha convinto il fornitore Continental a mettere sotto analisi le coperture danneggiate e concludere che, per evitare il verificarsi di altre situazioni di pericolo, la sospensione dei test è il miglior palliativo. La decisione è estesa alle categorie Prototypes e Prototype Challenge, DeltaWing esclusa, mentre GTLM e GTD potranno continuare il proprio lavoro anche nella giornata odierna.

Come detto in apertura, questo è il secondo campanello d’allarme che attanaglia la TUSCC in tre soli giorni di effettiva attività in pista. A Sebring si era evidenziata un pesante delta prestazionale tra P2 e DP a favore di questi ultimi (situazione ripetutasi anche ieri, con la migliore delle barchette a quattro secondi dalla testa) mentre oggi scoppia (gioco di parole assolutamente involontario) il caso-gomme. Allo stato attuale le coperture fornite dal costruttore tedesco non sembrano in grado di reggere i carichi aerodinamici dei nuovi Daytona Prototypes, in particolare se uniti alle sollecitazioni del banking.

Una concausa per quanto riguarda i decolli può essere ricercata nella forma delle vetture. Le P2, come anche le PC, hanno una carrozzeria studiata appositamente per evitare queste situazioni. La ricerca in questa direzione ha subito un forte impulso dopo l’incidente che ha visto Mark Webber roteare in aria come un uccello impazzito alla 24 Ore di Le Mans 1999 e ci si chiede se valga la pena incentivare uno sviluppo in tal senso anche sui DP. La discussione è aperta.

Vedremo quali contromisure adotteranno IMSA e Continental per scongiurare il ripetersi di questi episodi. Nel frattempo, ecco come è andata la sessione di ieri.

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(All credits to sportscar365.com)