Arriva Vettel

Vettel esulta da dominatore per il terzo centro Ferrari dopo Malesia e Ungheria (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SINGAPORE – «E vola. Con quanto fiato hai in gola. […] La notte vola». Sul circuito cittadino di Marina Bay è trascorsa da un pezzo «l’ora che volge il disio ai navicanti», per dirla con la cantica del Purgatorio di Alighieri, quando al termine dei 61 giri previsti la Rossa numero 5 del poleman e ammazzasette del weekend si concede il lusso di transitare per prima sotto la bandiera a scacchi. La notte vola, si sgolerebbe la Cuccarini a Singapore, con buona pace delle due ore di gara, soprattutto se hai a disposizione una Ferrari killer da piedi a terra e testa bassa. Tranquilli: arriva Vettel, capace di tenere a distanza le ombre glitterate della Red Bull di Ricciardo, poi secondo, e quelle di Raikkonen, terzo in una gara lineare al di là delle due safety car e dell’invasione di pista. Al box Mercedes, invece, va in scena «Nightmare» di Wes Craven con SuperSeb nei panni dello spaventevole (per gli altri) Freddy Krueger. Una chicca per gli amanti delle statistiche: il trionfo (tre successi stagionali) inseguito da Arrivabene alla vigilia del Mondiale è cosa fatta, eppure il paradiso (un poker di vittorie) di Marchionne è a tiro. E il nome di battesimo del motorista Modesto Menabue chiamato a salire su un podio scintillante come il Madison Square Garden di New York delle migliori notti di boxe sembra il risoluto accento al mantra prudente ma concreto del «generale» Maurizio.

Twitter @Fra55oni