Ayrton e Del Piero, a Torino un incontro tra fuoriclasse

A cura di Ermanno Frassoni

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È Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, lo scrigno ideale per «Ayrton», la mostra-evento che Alessandro Del Piero, calciatore-icona che si fece bandiera della Juventus dal 1993 al 2012, ha voluto dedicare al tre volte campione del mondo di Formula 1 tragicamente scomparso nelle fasi iniziali del Gran Premio di San Marino del 1994. Vernissage per pochi intimi la sera del 4 febbraio, alla presenza di Viviane, sorella di O Rei, Bruno, il nipote, e Claudio Giovannone, riferimento per l’Europa dell’Instituto Ayrton Senna. Pioggia, tanta pioggia per il taglio del nastro di «Ayrton» a Torino, addirittura neve nella giornata del 5, prima data di apertura al pubblico, quasi un tributo postumo alle qualità di guida dell’asso brasiliano in condizioni di asfalto rese proibitive dal meteo avverso come a Donington ’93. La Lotus 98T del 1986 e la McLaren MP4/8 del 1993 a dare il benvenuto ai visitatori, le splendide fotografie dell’amico Keith Sutton, le tute, i kart, gli inconfondibili caschi realizzati da Sid Mosca, i filmati e i memorabilia: questo è «Ayrton», che chiuderà i battenti il 22 maggio. A stringersi virtualmente la mano due fuoriclasse di sport diversi, Ayrton e Alex, due vessilli per McLaren e Juve, due che però non hanno avuto paura di reinventarsi. I tre piani dello spazio AdpLog comunicano le loro emozioni, il loro vissuto: un affresco doc del «Pinturicchio» cresciuto a San Vendemiano.

Twitter @Fra55oni