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Lui, «canaglia»

falettirally

A cura di Ermanno Frassoni

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«Porcu can, che Gran Pringi. Partiu tutti velucemengi, fasiu un gran casingi, un rumur de la Madongi, una spussa de gomme e de bensina tremengi». Così annotava Giorgio Faletti, uomo e personaggio dalle mille sfaccettature che l’enciclopedia online Wikipedia definisce scrittore, attore, cantante, paroliere, compositore, sceneggiatore, pittore, comico e pilota, nel «corsivo» Io, Canaglia ospitato su Autosprint dopo il Gran Premio del Brasile 1993 di Formula 1. Ducatista, ferrarista, tifoso della Juventus, e c’è chi lo ricorda accanito sostenitore di Senna, Faletti era stato cabarettista al Derby di Milano salvo poi approdare in televisione, nei rally (al Sanremo ’92 su Lancia Delta Integrale in livrea Martini e al «Monte» ’98 su Fiat Cinquecento) e in libreria («Io uccido» il romanzo d’esordio). La verità è che se fosse esistito un corso di laurea in Scienze dell’Umorismo, inteso come avviamento alla capacità di farsi beffe della realtà circostante, l’ex «canaglia» avrebbe ottenuto l’incarico di magnifico rettore. Ma «la vita ha spesso una trama pessima», ripeteva lui quasi divertito. Eppure siamo convinti che la sua sarà un’altra «corsao meravigliao», per dirla con il titolo di quell’Io, Canaglia dell’aprile ’93, anche se ahinoi lontana dalle luci della ribalta.

Di Ermanno Frassoni

Dal 2005 al 2010 ERMANNO FRASSONI dirige la rubrica online di Arte, Attualità, Media, Narrativa, Sport e Tendenza "L’Angolo del Webmaster". In seguito vira nettamente in direzione motorsport collaborando tra il 2008 e il 2010 con eRaceMotorBlog, RacingWorld e Stop&Go. Dal gennaio 2011 al gennaio 2013 è caporedattore del network MotorInside. Dal febbraio 2013, sulle pagine di Motorsport Rants, tiene la rubrica "Push to Rants". Tra i suoi interessi, oltre alle corse, anche il marketing e gli eventi. Twitter @Fra55oni