Dove, cosa, quando: gare ed eventi da non perdere nel 2015

Il ferrarista Raikkonen precede Bottas, Ricciardo e Vergne nel Gran Premio d’Italia 2014

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Vi sarebbe piaciuto assaporare dal vivo le emozioni del Rally di Montecarlo, prima prova del campionato del mondo dei traversi monopolizzata dalla Volkswagen Polo WRC di Ogier-Ingrassia e nobilitata dallo spettacolo offerto dal rientrante (una tantum) Loeb e dal sempre incisivo Kubica? O avreste forse preferito provare l’ebbrezza pistaiola della 24 Ore di Daytona, la maratona della Florida fagocitata dalla Riley Ford del team Ganassi di Dixon-Kanaan-Larson-McMurray?

 Se in entrambi i casi la risposta è affermativa non disperate, perché al di là delle due occasioni perse, ammesso e non concesso che da una parte o dall’altra non siate riusciti a fare capolino, le opportunità per rifarsi nella ricca e sfaccettata stagione 2015 del motorsport internazionale sono innumerevoli. Dakar esclusa, un universo a sé quanto a particolarità delle location scelte e alla possibilità dei fans di seguire in diretta il rally raid tra percorsi impervi e ardui trasferimenti, spetta infatti a Daytona e al «Monte» l’onore e l’onere di riaccendere i motori dopo la necessaria ma a tratti snervante pausa invernale che predispone alla riapertura delle ostilità.

In questo numero speciale la rubrica Push to Rants, qui nella declinazione «to Go» utile a sottolineare la vocazione turistico-girovaga delle righe che vi apprestate a leggere, propone agli appassionati di corse dieci itinerari, dalla Florida a Montecarlo transitando per Imola, Le Mans e molto altro, più due proposte extra assai peculiari, vedi alla voce Tourist Trophy e Goodwood Festival of Speed, capaci di forgiare una lista affatto definitiva eppure già rivelatrice di una «racing season» sulla carta promettente e goduriosa nella sua cangiante globalità.

Nascar Sprint Cup: 500 Miglia di Daytona (14-22 febbraio 2015) / USCC: 12 Ore di Sebring (18-21 marzo 2015)

L’appuntamento inaugurale della Nascar Sprint Cup è all’insegna della tradizione. Il pensiero va all’attesissima 500 Miglia di Daytona, una gara che da sola vale l’intera stagione: pronti-via con i Budweiser Duels, sorta di preliminari sul celeberrimo triovale della Florida, quindi bandiera verde il 22 febbraio per il grande assalto, a colpi di pedale del gas e sane sportellate, al trono del campione 2014 Kevin Harvick. In parole povere, un «must-do» da programmare almeno una volta nella vita. Salutata l’area urbana di Daytona Beach, nella contea di Volusia, teatro della 24 Ore facente parte dello United SportsCar Championship, la serie Usa che nella categoria top vede confrontarsi gli stellari Prototypes e le meno performanti biposto LMP2 farà invece tappa sull’altrettanto storico circuito di Sebring, sempre in Florida. La Daytona 500 e la 12 Ore potrebbero quindi rappresentare l’occasione ideale, per chi ha il privilegio di trascorrere un fine settimana o più al sole dello Stato affacciato sull’Oceano Atlantico, per tastare con mano il peso specifico del duello tra gli uomini del team Ganassi, apparentemente rinati, e quelli dell’Action Express, campione in carica con i collaudati João Barbosa-Christian Fittipaldi. Un occhio di riguardo andrà riservato alle Ferrari 458 di AF Corse e Risi, bersagliate da inconvenienti nella maratona della Florida nonostante l’apporto di piloti di assoluto rilievo quali Gianmaria Bruni, da anni un punto fermo nella specialità, Toni Vilander, Giancarlo Fisichella e Andrea Bertolini. Da seguire anche Davide Rigon e Andrea Bertolini. E se vi trovate negli Usa per una vacanza non perdetevi l’isola di Key West, la natura selvaggia delle Everglades e, perché no, la variopinta «nightlife» di Miami.  

La Morgan Nissan LMP2 del team OAK di Pla-Brundle-Yacaman alla 12 Ore di Sebring 2014

 

Formula 1: Gran Premio di Spagna (8-10 maggio 2015)

Australia, Malesia, Cina e Bahrain sono già alle spalle tant’è che le principali squadre di Formula 1 stanno già pensando a quali aggiornamenti tecnici deliberare in vista del primo Gran Premio europeo della stagione, in programma appunto in Spagna al Circuit de Catalunya, presente in calendario dal 1991 e inaugurato dalla feroce battaglia corpo a corpo tra la McLaren di Senna e la Williams di Mansell. Il weekend di Barcellona, ospitato in un autodromo posto nelle vicinanze della cittadina di Montmelò, in una Catalogna che all’inizio di maggio già gode del suo clima mediterraneo, suggerisce al viaggiatore appassionato di corse una visita approfondita alla Ciudad Condal (Città dei Conti), al promontorio del Montjuïc che domina il parco un tempo sede del Gran Premio, alle tante spiagge presenti in zona e possibilmente alle province di Girona, Lleida e Terragona. Perché nell’attesa di conoscere le generalità del pilota che solleverà la coppa del vincitore sul podio del Montmelò si può e si deve beneficiare delle bellezze, architettoniche e culinarie, tipiche della comunità autonoma spagnola, che ai primi afflati di primavera risultano ancora più tangibili con buona pace del pur mite inverno catalano.  

Formula E: ePrix di Montecarlo (9 maggio 2015)

Ai bolidi della Formula 1 impegnati nel medesimo fine settimana sulla pista di Barcellona preferite la novità dell’impatto «eco» delle monoposto elettriche di Formula E che garantiscono show allo stato puro su tracciati improvvisati nei centri delle più importanti città mondiali? Nessun problema, eccovi accontentati. Accomodatevi sulle tribune del circuito di Montecarlo, ritoccato rispetto al layout utilizzato da Hamilton e soci, infine gustatevi lo spettacolo. Di Grassi, Buemi, Alguersuari e Heidfeld sono soltanto alcuni dei nomi con un passato più o meno rilevante in Formula 1 senza contare l’apporto del team messo in piedi da Jarno Trulli, che oltre a gareggiare egli stesso ha deciso di offrire una chance importante a Michela Cerruti, sua compagna di squadra e d’avventura nelle inedite maglie della Formula E. Le vetture, battezzate Spark Renault, divertono i piloti e gli spettatori riuscendo nell’impresa di coinvolgere il pubblico anche nelle fasi del cambio monoposto, un frangente indispensabile a causa della durata limitata del pacchetto batterie. L’ePrix di Montecarlo, con l’evento che tra prove libere e gara si esaurirà in una singola giornata, sembra fatto apposta per invogliare i tifosi ad addentrarsi nella storia e nei segreti del Principato, il cui fascino risplende nei quartieri di Fontvieille, Monaco-Ville e La Condamine. La Costa Azzurra, poi, occhieggia da Nizza a Saint Tropez in un periodo che si presume già gradevole quanto a temperature registrate: si può dunque asserire che l’esordio assoluto della Formula E in terra monegasca difficilmente deluderà le aspettative.

Jarno Trulli al volante della Spark Renault del suo team sul circuito malese di Putrajaya

 

WTCC: Nuerburgring Nordschleife (15-16 maggio 2015)

Gara singola o gara doppia? François Ribeiro, general manager del Mondiale Turismo nonché successore del nostro Marcello Lotti, oggi impegnato anima e corpo nel lancio della nuova serie TCR ispirata nella concezione alle GT3, ha cavalcato abilmente il colpaccio di marketing, di certo però c’è che le muscolose vetture del WTCC approderanno per la prima volta nella loro storia sul mitico circuito della Nuerburgring Nordschleife, ovverosia il temibile anello nord lungo più di 22 chilometri che la Formula 1 salutò per sempre nel lontano 1976 all’indomani del rogo del ferrarista Niki Lauda. Vedremo quindi l’iridato in carica José María López, pedina pregiata dello squadrone Citroën, affrontare le numerose insidie dell’Inferno Verde in un confronto a viso aperto con i vari Loeb, Muller e compagnia che si preannuncia al fulmicotone. I tratti di Flugplatz, Bergwerk e Karussell incarnano tutt’oggi una sfida che ogni pilota anela eppure teme allo stesso tempo, in un rincorrersi di emozioni contrastanti in grado di favorire una selezione subitanea tra chi ha talento da vendere e chi invece deve piuttosto accontentarsi di guidare su circuiti larghi come aeroporti. Il WTCC 2015 non si sottrarrà alla battaglia e, nello stesso weekend, i tifosi potranno seguire la celebre 24 Ore del Nuerburgring, vale a dire il plus ultra del motorsport alla vecchia maniera e un vero e proprio manifesto all’imponderabile. Da non perdere un tour all’interno del Land della Renania-Palatinato, che al di là del capoluogo Magonza, noto per il carnevale e la vibrante offerta culturale di teatri e musei, promette paesaggi da favola immersi nella natura lussureggiante della Germania sud-occidentale.

ELMS: 4 Ore di Imola (16-17 maggio 2015)

Il campionato European Le Mans Series, succulenta «costola» piccolo-borghese del World Endurance Championship ormai imperante su tutti i fronti a causa della presenza in forma ufficiale di grandi Case del calibro di Toyota, Audi e Porsche, ha fatto della 4 Ore di Imola uno dei fiori all’occhiello della stagione insieme a Silverstone, dove si corre il 10-11 aprile, e al Red Bull Ring, in programma l’11-12 luglio. La tappa di scena all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che ha accolto la Formula 1 fino al 2006, rappresenta un’ottima opportunità per gli appassionati italiani di recarsi in visita a un circuito storico con la chance concreta di assistere a una gara combattuta, spalmata appunto sulle 4 Ore, districandosi tra Prototipi LMP2, i nuovi LMP3 (una novità per la categoria), le vetture LMGTE e le GTC: in buona sostanza, una festa per gli occhi e il cuore dei tifosi che amano Imola e le battaglie in pista delle agguerrite sportscar. Di rigore una capatina nella vicina Modena, la cosiddetta Motor Valley del Belpaese, e magari una puntata a Maranello, là dove sa sprigionarsi la passione Ferrari, tenendo ben presente che l’Emilia Romagna è capace di regalare momenti di estasi inaspettati al meravigliato visitatore.

IndyCar Series: 500 Miglia di Indianapolis (24 maggio 2015)

Sarà anche vero che per bere il latte e specchiarsi nel leggendario Borg-Warner Trophy è sufficiente completare la tornata numero 200 al comando della corsa senza impattare contro il muro (a Eddie Cheever, vincitore nel 1998, l’umorismo non manca di certo), eppure al di là dell’ironia l’appuntamento con la 500 Miglia di Indianapolis esalta ogni anno gli animi degli appassionati, non soltanto di IndyCar, complici l’imponenza della sfida e la possibilità, più unica che rara ma non sempre rispettata, di vedere all’opera i migliori piloti delle competizioni a stelle e strisce, attirati da un confronto in stile «o la va o la spacca» sul «catino» più famoso e spietato del mondo. Nel 2015 la Indy 500 accarezzerà quota 99 edizioni, un momento quasi propedeutico considerando che tra poco più di un anno si festeggerà il centenario; sul fronte dei protagonisti il vincitore del 2014 Ryan Hunter-Reay, da sempre ritenuto immeritatamente poco più di un «underdog» con buona pace del titolo vinto nel 2012, avrà il suo bel daffare nel regolare le ambizioni degli incarogniti rivali, dal solito Castroneves ai vari Dixon, Power, Kanaan, Montoya, Pagenaud, Muñoz e via discorrendo, in una gara che di norma si decide soltanto nelle battute finali. Per gli appassionati italiani recarsi di persona a Indianapolis costituisce quello che molti arrivano a definire un rito di passaggio, un esperimento iniziatico diverso da qualsiasi altra cosa un tifoso abbia fatto e visto in precedenza.

Un raggiante Ryan Hunter-Reay posa per le foto di rito sulla Dallara Honda del team Andretti

 

Tourist Trophy: Isola di Man (30 maggio-12 giugno 2015)

Abolirlo od osannarlo? All’Isola di Man non si è avvezzi alle mezze misure, pertanto il mondo si divide tra coloro che vorrebbero cancellare dalla faccia della Terra una gara motociclistica storica ma pericolosissima in termini di perdite di vite umane e coloro che invece si crogiolano nel mito dello Snaefell Mountain Course, un affascinante circuito stradale di 60 chilometri abbondanti sede dal 1907 dell’epico Tourist Trophy, TT per gli amici. Nel suo albo d’oro trovano spazio gente come Omobono Tenni, Bob McIntyre, Giacomo Agostini, Mike Hailwood, John McGuinness e l’icona Joey Dunlop, 26 vittorie all’attivo, giusto per citare qualche nome da brivido lungo la schiena. Quello dei tifosi verso l’Isola di Man, nel Mar d’Irlanda, è un lungo e ossequioso pellegrinaggio che prenderà nuovamente forma tra fine maggio e inizio giugno sull’esempio di chi, mosso da una venerazione per la figura di Elvis Presley, ogni anno va a rendergli omaggio nel santuario rock di Memphis, Tennessee. Che ci sia pioggia (e accade abbastanza spesso) o che splenda il sole, il rito dell’Isola di Man è una cerimonia a cui risulta arduo sottrarsi una volta piantata la bandierina nei pressi dell’anfiteatro naturale di Snaefell. Un evento dentro la gara, un piccolo mondo antico trapiantato nella modernità: questo, ma non solo, è il Tourist Trophy, che di sovente impone un prezzo elevatissimo ai suoi indomiti eroi.  

WRC: Rally d’Italia Sardegna (11-14 giugno 2015)

L’atmosfera accogliente della Sardegna piace ai rallisti di fama mondiale del calibro di Sébastien Ogier, che ha vinto il Rally dei Quattro Mori nel 2013 e 2014 sulla irresistibile Volkswagen Polo WRC, ma anche ai fans italiani che possono così approfittare di un fine settimana tra mare e storia al cospetto dei «maghi» del traverso chiamati a esaltarsi sulle strade impolverate, strette e tortuose dell’isola. La tappa «made in Italy» arriva in un momento cruciale del campionato, che nella «season opener» di Montecarlo ha intanto mostrato una schiacciante superiorità Volkswagen testimoniata dalla mirabolante tripletta Ogier-Latvala-Mikkelsen. A giugno sarà già troppo tardi per pensare di chiudere il gap da Séb II? O i rivali del campione transalpino avranno qualche buona freccia al loro arco? Per saperne di più bisognerà attendere gli appuntamenti di Svezia, Messico, Argentina e Portogallo, quando il Mondiale 2015 avrà preso una direzione precisa in attesa di approdare in Sardegna. Il Rally di casa nostra dovrebbe inoltre riproporre la fortunata prova spettacolo di Cagliari, una garanzia per avvicinare il pubblico alla festa di sport che Ogier e soci intendono allestire.

WEC: 24 Ore di Le Mans (13-14 giugno 2015)

Sono almeno tre le ragioni che dovrebbero spingere un «race fan» a salire sul primo aereo diretto in Francia per la 24 Ore di Le Mans: la location della pista, unica nel suo genere complici il rettilineo di Mulsanne, Tertre Rouge, Arnage e il tratto infinito dell’Hunaudières, la presenza di massicce forze in campo in LMP1 quali Toyota, Audi, Porsche e la new entry Nissan, infine la curiosità di vedere, se mai dovesse accadere, una biposto diversa da quella di Ingolstadt, vincitrice nelle ultime cinque edizioni, al vertice della classifica assoluta. Un’eventualità da non sottovalutare, perché la Toyota di Anthony Davidson e Sébastien Buemi vista in azione nel finale di campionato 2014 ha ben impressionato regalando al duo di ex piloti di Formula 1 il titolo mondiale WEC e la certezza di poter puntare alla vittoria nella 24 Ore del 2015. Impresa non riuscita l’anno scorso alla compagine giapponese a causa di una migliore gestione delle complesse fasi della maratona della Sarthe da parte del navigato Audi Sport Team Joest e al perfetto amalgama dell’equipaggio rivale André Lotterer-Marcel Fässler-Benoît Tréluyer. Meritevoli di una visita, nel dipartimento della Loira, il castello di Angers e quello dei duchi di Bretagna.

La Toyota TS040 Hybrid di Buemi-Davidson-Lapierre in azione a Le Mans nel 2014

 

Goodwood Festival of Speed (26-28 giugno 2015)

Se volete accaparrarvi un ticket d’ingresso al Festival della Velocità di Goodwood, tecnicamente una cronoscalata non competitiva che si svolge ogni anno nella rinomata Goodwood House, nel West Sussex d’Oltremanica, di proprietà di Lord Charles March, meglio pensarci adesso perché le vendite al botteghino si chiudono sempre con largo anticipo rispetto al fine settimana della manifestazione. A coloro che riusciranno ad aggiudicarsi almeno un biglietto si apriranno letteralmente le porte del paradiso: vetture storiche un tempo regine alla 24 Ore di Le Mans, Formula 1 che hanno infiammato gli animi degli appassionati in decadi diverse e, dulcis in fundo, piloti e campioni solitamente disponibili a firmare autografi e scattare fotografie a tu per tu con i fans in un ambiente che non ha niente da spartire con i box e le tribune blindate dei paddock odierni. Il Goodwood Festival of Speed, dunque, non è tanto una nostalgica parata di Prototipi e gloriose Formula 1, quanto piuttosto un’occasione per avvicinare i tifosi ai propri idoli (o viceversa), in un’atmosfera distesa che mette di buon umore persino gli assi del Circus di oggi, entusiasti dinanzi all’idea di potersi esibire al volante di vetture antiche e moderne lungo il percorso di 1,86 chilometri predisposto intorno alla residenza principesca dell’imprenditore-filantropo Lord March. Da non sottovalutare, per chi avesse l’opportunità di approdare nel West Sussex a settembre, il Goodwood Revival, di scena sul vecchio circuito di Goodwood, che vede acclamati drivers, giovani e meno giovani, pronti a calarsi nei panni dei cavalieri del rischio in tutto e per tutto, dalla tipologia di abbigliamento alle automobili impiegate. A queste latitudini della Gran Bretagna la clessidra sembra essersi fermata e, più in dettaglio, molti saranno d’accordo nel magnificare un’immobilità temporale capace di rendere giustizia al motorsport e ai suoi puristi intenzionati a rivivere istanti altrimenti cristallizzati.

La McLaren MP4/4 F1 di Senna affidata alle cure del nipote Bruno al Goodwood Festival of Speed 2014

 

Formula 1: Gran Premio d’Ungheria (24-26 luglio 2015)

Qualcuno sobbalzerà sulla sedia inorridito: com’è possibile che l’insipido toboga dell’Hungaroring, a cavallo tra Buda e Pest, ovvero il collante della città di Budapest, capitale dell’Ungheria, faccia la sua comparsa nella lista degli itinerari da corsa 2015? Niente di così strano, dopotutto Budapest è una città intrigante dalle tonalità mitteleuropee che nel 1986, primo Paese del blocco comunista, seppe vedere oltre aggiudicandosi una casella nel calendario di Bernie Ecclestone senza più mollare la presa da ventinove anni a questa parte. Il layout del circuito, che tanto piaceva a Thierry Boutsen e Damon Hill, non offre tratti particolarmente interessanti, eppure la destinazione va annoverata tra i «must-do» della stagione per il clima allegro del Gran Premio, l’ultimo prima del break estivo, e la possibilità di numerose squadre di proporre ancora qualche aggiustamento tecnico in attesa del sonnolento letargo agostano. L’Ungheria, inoltre, non propone soltanto una scorpacciata di arte e cultura (omettendo altro…), ma strizza anche l’occhio agli amanti della vita all’aria aperta e agli esteti del tempo libero, vissuto sottoforma di missione a partire dalle ore successive al tramonto. Le emozioni della Formula 1 unite all’indole divertente di una città che non vuole saperne di andare a letto presto: in sintesi, gli ingredienti più promettenti per un weekend da ricordare.

Formula 1: Gran Premio d’Italia (4-6 settembre 2015)

È il momento in cui la massima formula per monoposto si prepara a salutare l’Europa per avventurarsi in territori lontani quali Singapore, Giappone, Russia, Stati Uniti, Messico, Brasile e Abu Dhabi. Otto Gran Premi dividono i contendenti dalla finale (fortunatamente non più finalissima) degli Emirati Arabi Uniti, una gara come le altre che assegnerà 25 punti al vincitore ma potrebbe, almeno in teoria, laureare ugualmente il campione del mondo di Formula 1 del 2015. L’Autodromo Nazionale di Monza, orgoglio italiano del quale ultimamente si parla spesso e molte volte a sproposito in relazione al traballante rinnovo post 2016, riporta alla mente le staccate a ruote fumanti della Roggia, le curve di Lesmo, il Serraglio, l’Ascari e, naturalmente, la Parabolica. Qui hanno vinto, tra gli altri, Nino Farina, ovviamente Ascari, Fangio, Clark, Stewart, Peterson, Prost, Senna, Schumacher, Vettel e Hamilton, in soldoni un parterre da prima pagina. Monza fa rima con Brianza, territorio ricco di montagne, laghi e pianure ubicato a nord della città di Milano. Sul tracciato monzese, così come a Barcellona e Budapest, nel weekend della Formula 1 correranno a margine GP2, GP3 e Porsche Supercup: un’offerta motoristica a 360 gradi a dir poco irripetibile dopo il fine settimana del 4-6 settembre considerando l’incipiente autunno e il conseguente approssimarsi della chiusura dei principali campionati.

Twitter @Fra55oni