D(r)a(k)kar 2014

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]
[space height=”20″]

[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]«C[/dropcap]hampagne per un dolce segreto. Per noi un amore proibito. Ormai resta solo un bicchiere ed un ricordo da gettare via». Basta un passaggio della celebre «Champagne», canzone di successo interpretata dalla voce suadente di Peppino di Capri nei primi anni Settanta, per paracadutare il lettore nell’atmosfera della Dakar 2014 al via il 5 gennaio da Rosario, in Argentina, con arrivo il 18 a Valparaíso, in Cile, complice un’edizione, la trentacinquesima (la sesta in Sudamerica), impaziente di scrivere una nuova pagina nell’allappante storia di una gara unica al mondo. Mini All4, Buggy, Ford, Toyota, Iveco e Yamaha: questi alcuni marchi che si sfideranno, nelle categorie dedicate, a cavallo di sabbie e dune nella competizione amata e temuta in egual misura da fior di rallisti, «pistaioli», motociclisti, camionisti e quad drivers. Il «serial winner» Peterhansel contro i vari Sainz, Gordon e Al Attiyah. Più Drakkar, leggi alla voce delle inaffondabili navi vichinghe, che Dakar, sebbene i fiordi scandinavi appaiano molto lontani dagli infidi deserti dell’America Latina. «Afrique adieu», dunque, nel menu resta semmai impressa la fragranza D(r)a(k)kar Noir by Guy Laroche. E che il 2014 vi sia lieve.