Fango, traversi, vittorie: Daryn Pittman, Donny Schatz e una stagione a tutto dirt

Amici appassionati ancora assonnati dal panettone, se pensate che le 36 gare della NASCAR Sprint Cup Series siano roba da matti, allacciate le cinture e reggetevi saldi alla poltrona perché ci sono dei matti più matti di Jeff Gordon, Kyle Busch e compagnia. Sì, perché quelli della World Of Outlaws Sprint Car Series di gare – ma sarebbe meglio dire di “finali” o “A-Main”, a cui vanno sommate batterie e semifinali – ne fanno qualcosa come 73, compresse tra metà febbraio e l’inizio di novembre, tra Barberville, Florida, e Charlotte, North Carolina, passando per mezza America, soprattutto quella di provincia, e il Canada.

Questi fenomeni si affrontano un giorno sì e l’altro pure a velocità che spesso e volentieri passano i 220 Km/h su ovali sterrati rigorosamente corti o cortissimi, domando dei motoroni da più di 800CV con un telaio di tubi intorno e una grossa, enorme ala sopra la testa a tenerle per terra e mettere lo sponsor in evidenza. Peso totale: 576Kg. Tanto per intenderci, i ragazzi della NASCAR Camping World Truck Series hanno percorso il mezzo miglio dell’Eldora Speedway in 19/20 secondi, mentre il record di Craig Dollanski con uno di questi giocattoli è dalle parti dei  12 secondi e 7 decimi. Potete facilmente immaginare perché queste vetture emanino un gran fascino per tutti, sia da dentro l’abitacolo che da fuori.

La stagione 2013 della World Of Outlaws Sprint Car Series è stata anche una delle più emozionanti dal 1978 a questa parte, perché ha vissuto su un lunghissimo testa a testa tra due protagonisti, Daryn Pittman e Donny Schatz, molto diversi tra loro e allo stesso tempo accomunati dal fatto di correre per i team di due piloti della Sprint cup, Kasey Kahne e Tony Stewart, entrambi legatissimi alle loro origini “sterrate” a tal punto che Smoke ha finito col rompersi una gamba – e rimetterci una bella fetta della stagione – proprio correndo sul dirt.

Pittman, 35 anni di Owasso, Oklahoma, torna a disputare full-time il campionato proprio nel 2013, dopo quattro stagioni passate a controsterzare soprattutto sulle piste della Pennsylvania, dove questo tipo di vetture sono letteralmente adorate dai fans. Al primo anno di contratto con il Kasey Kahne Racing, parte soprattutto con l’intento di aggiungere qualche vittoria al suo carniere, arrivato a quota 30 successi prima del 2013, e per costruire una base da cui dare l’assalto al titolo in futuro.

Invece le cose si mettono bene fin da subito, perché in apertura di stagione, il 15 febbraio al Volusia Speedway, Daryn si qualifica col secondo tempo, vince la sua batteria e vince anche la finale, agguantando immediatamente la vetta della classifica davanti a tutti i più forti della specialità, compreso un certo Steve Kinser, che alla veneranda età di 59 anni va alla caccia disperata della 21esima corona. E mica è finita lì, perché con appena un piazzamento fuori dalla top ten nei primi due mesi di gare, Pittman trova una consistenza, soprattutto in qualifica, che gli fa pensare di potercela fare sul serio.

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Veder correre Donny Schatz, l’altro protagonista di quest’annata da record, è invece un po’ come osservare un monumento in costruzione, uno che sai già che sarà maestoso. Cinque volte campione della serie e sette volte vincitore dei Knoxville Nationals, il 36enne di Minot, North Dakota, ha gareggiato per 15 anni con il team di famiglia prima di passare, nel 2008, al Tony Stewart Racing e si presenta ai nastri di partenza da campione in carica e da ovvio favorito.

Per lui, però, le prime gare non sono esattamente una passeggiata, tanto che si trova subito in netto svantaggio rispetto a Pittman e riesce a pareggiare il conto delle vittorie, a quota 5, soltanto il 27 maggio a Lawrenceburg, Indiana, con una prestazione di quelle monstre: primo in batteria, primo in semifinale, primo in finale. Ma…

Già. C’è un “ma” alla voce qualifica. Schatz e il Tony Stewart Racing scelgono di focalizzare la preparazione soprattutto sulla gara e quando è il momento di battere il cronometro stentano. Molti punti scappano in direzione Pittman e fanno parecchio male, visto che le qualifiche attribuiscono 5 punti al miglior tempo e via a scalare di un punto fino al quinto. Una vittoria nella A-Main assegna 150 punti, mentre un 24esimo posto ne paga 102. Differenze minime, che giocano a favore della costanza e non permettono passi falsi, come la 22esima piazza di Schatz al Volusia Speedway e la 23esima al Thunderbowl Raceway, entrambe arrivate in seguito a problemi tecnici.

La sera del 27 maggio, nell’Indiana, Schatz è appena salito in seconda posizione nella generale, a 178 lunghezze dal rivale. La strada è ancora lunga e il campione in carica può solo spingere sul pedale del gas, ragion per cui non si fa pregare e da metà giugno in poi infila una raffica di successi da cui Pittman si difende col coltello tra i denti, a suon di top-5 – a fine anno saranno 45 contro le 46 del rivale – e di punti in prova.

Donny continua a macinare anche nella gara più ambita dell’anno, la finale dei Knoxville Nationals, che va a vincere il 10 agosto con una rimonta funambolica dalla 21esima posizione di partenza, qualcosa di mai visto sull’ovale da mezzo miglio dell’Iowa nei 52 anni di storia della manifestazione. Steve Kinser, sempre lui, aveva vinto dal quattordicesimo posto in griglia nel 1995 e quando Schatz taglia il traguardo da vincitore per la settima volta in otto anni, il pubblico gli tributa una standing ovation da antologia. Complice il 14esimo posto di Pittman, il distacco dalla vetta della World Of Outlaws Sprint Car Series cala, ma Daryn non molla l’osso, anche grazie ad altri tre successi– Dodge City Raceway Park, Lernerville Speedway e Rolling Wheels Raceway Park – che portano a 8 il bottino complessivo in stagione.

Schatz spiana un ovale dietro l’altro: il 13 settembre, a Spencer, Iowa, arriva la vittoria numero 20 in stagione – record in carriera, nel 2007 si era fermato a quota 19 –  e lo svantaggio cala a 59 punti. Il giorno dopo, a Spring Valley, Minnesota, arriva la prima vittoria in carriera per Ian Madsen e Pittman si riporta a +70 con un secondo posto contro il sesto di Donny. Dopo 2 gare cancellate per pioggia all’Eldora Speedway e al Lernerville Speedway, il 28 settembre Schatz rimonta dalla sesta piazza in griglia al Fremont Speedway per cogliere il 21esimo successo stagionale e ritornare a 52 lunghezze da Pittman.

Quando Daryn non va come dovrebbe in qualifica, Donny sembra in grado di ricucire il divario: un quarto posto a Mechanicsburg, Pennsylvania, a inizio ottobre, consente al pilota del Tony Stewart Racing di rosicchiare ancora punticini e di arrivare a -38, ma 24 ore dopo Pittman pareggia il conto con il terzo posto in prova e il secondo in finale e il divario risale a 57 punti. Schatz non molla e vince ancora a Elbridge, New York – e fanno 22 in stagione – rubando 5 punti a Pittman, secondo in prova.

Si arriva così alle World of Outlaws World Finals di Charlotte, North Carolina, tre giorni di corse – qualifiche giovedì 7 e gare venerdì 8 e sabato 9 novembre – che radunano il meglio del meglio del dirt a stelle e strisce. Schatz pesta subito un piede a Pittman con due ottimi secondi posti in prova e recupera altri otto punti, presentandosi in batteria con 44 lunghezze a separarlo dal titolo. Il venerdì va anche meglio, perché l’uomo del North Dakota passa al comando della A-main infilando Brian Brown al giro 13 dei 30 in programma e porta a casa la 23esima vittoria stagionale, mentre Pittman prende per i capelli un sesto posto grazie a un restart, dopo essere scivolato ai margini della top-10.

I due si giocano tutto nell’ultima serata e a Pittman basta un quindicesimo posto per far suo il titolo. Pare facile, ma non lo è affatto: i 14.000 posti a sedere dell’ovale da 0,4 miglia di Charlotte sono tutti occupati e l’uomo di Owasso si ritrova a gestire insieme la pressione schiacciante di quello che sarebbe il più grande successo di una carriera che pareva finita, una leadership che dura da febbraio e una vettura, la #9 Great Clips, che non è il massimo. Daryn parte decimo nella A-Main, ma naviga a centro gruppo senza riuscire a progredire e rischia un paio di volte di finire a muro.

Nemmeno la #15 del Tony Stewart Racing è al top, ma Schatz, che non ha alternative alla vittoria, risale a suon di muscoli dal sesto posto in griglia fino al terzo, e lì si ferma. Davanti a tutti ci sono Jason Sides, efficace sulla traiettoria interna, e Paul McMahan, che si danna l’anima all’esterno, dove la terra riportata si accumula fino a creare un cuscinetto che si può sfruttare per trovare un filo di grip in più. A decidere le sorti della finale da 30 giri è un doppiaggio, che rallenta Sides a 5 tornate dalla bandiera a scacchi e permette a McMahan di sfilarlo all’esterno per andare a vincere la sua quarta gara dell’anno.

Schatz non ha lo spunto per approfittarne e taglia il traguardo al terzo posto, Pittman vede la bandiera a scacchi in 12esima posizione può finalmente festeggiare, perché è appena diventato il nono pilota ad aggiudicarsi in campionato. A separarlo dal rivale sono rimasti 14 punti, pochissimi, lo scarto più ridotto nella storia della serie, merito soprattutto delle 13 volte in cui Daryn è stato il più veloce in prova, ma gratificanti come non mai.

“Sono felice di non aver smesso,” ha detto Pittman appena sceso dalla macchina. “La mia famiglia mi ha spinto ad andare avanti e sono stato fortunato a poter avere questa occasione. Non ho ancora realizzato in pieno. Me lo sognavo da sempre. Essere nella lista dei campioni della World of Outlaws è una sensazione indescrivibile.”

Ma la volete sentire la parte migliore? Sono passati appena due mesi e la giostra è pronta a ripartire!

Da parte nostra, solo applausi.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia