Fulmine a ciel sereno

Hamilton in lotta con le Williams di Massa e Bottas nel GP di casa (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SILVERSTONE – Hamilton fa rima con Wimbledon? Forse sì, se consideriamo che il tempio del tennis, di stanza all’All England Lawn Tennis and Croquet Club, sta al più celebre sport della racchetta come il circuito un tempo adibito ad aeroporto militare della RAF ingloba l’essenza della Formula 1. Non sembra quindi il frutto di una coincidenza il fatto che il 5 luglio 1975 Arthur Ashe, primo tennista di colore, abbia conquistato Wimbledon e, quaranta anni dopo, Lewis, passaporto inglese ma pelle nera, espugni Silverstone con un hat trick (pole, vittoria e giro più veloce) al sapore di Grande Slam (il successo nei tornei di tennis più famosi). Adesso chi avrà il coraggio di accusare Hamilton di troppa mondanità dopo una partenza sbagliata, un rischio preso con Massa al restart e un recupero a suon di giri record non senza il brivido di un finale da gestire sull’umido davanti a Rosberg, al miracolato (dalla pioggia) Vettel e al frizzante duo Williams? Pochi, probabilmente, se è vero che l’idolo di casa ha di fatto chiuso la pratica alla tornata numero 22 perdendo la testa della corsa solo nelle fasi del passaggio alle gomme intermedie. No, non è stata una sorpresa, eppure dopo i guai al via Lewis ha incamerato la potenza devastante di un fulmine concedendosi poi un liberatorio giro d’onore a ciel sereno. Una bella scarica di adrenalina.

Twitter @Fra55oni