Hamiltons

Hamilton festeggia la vittoria al Circuit Gilles Villeneuve (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

MONTRÉAL – Se a Long Island, isola della costa orientale degli Stati Uniti, sorgono gli Hamptons, frequentati persino dalle protagoniste della serie tv “Sex and the City”, nell’estuario del fiume San Lorenzo, su quel fazzoletto di terra che è l’Île Notre-Dame, proliferano invece gli Hamiltons, volti diversi di un solo pilota capace di conquistare la quarta affermazione della carriera in Canada accomodandosi sul gradino più alto prima da driver McLaren (2007, 2010, 2012) e poi da portacolori Mercedes (2015). La trasferta nordamericana, sorprendentemente paciosa complice una gara lineare mai alterata dalla safety car, non ha portato granché bene a Rosberg, secondo eppure distante dalla monolitica scaltrezza di Lewis, e alla Ferrari, con Raikkonen giù dal podio più per colpa sua (testacoda) che per merito di Bottas, e Vettel quinto d’orgoglio dopo una solida rimonta. I «gettoni» di sviluppo della power unit di Maranello non sono dunque bastati per aprire un varco nella «guardia» di Stoccarda, mentre Massa (sesto) ha impressionato regolando un Maldonado insolitamente cauto e un Hülkenberg in stato di grazia pre-24 Ore di Le Mans. Tutti indistintamente sovrastati dalle tonnellate di Lewis (Hamiltons, appunto!) abbattutesi come un macigno sul circuito di Montréal, una volta tanto pista del campione e non muro dei campioni.

Twitter @Fra55oni