Il risiko dei Saloni dell’Auto: Parco Valentino rilancia, Motor Show ai box e Milano da operetta

Il meeting Pagani al nuovo Salone dell’Auto di Torino del 2015 (© Parco Valentino)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Le auto esposte sulle pedane al Salone di Torino (© Parco Valentino)

«Il Salone dell’Auto Parco Valentino a Torino e il Motor Show di Bologna? Due eventi diversi che non avrebbero problemi a coesistere. Il primo rilancia con la seconda edizione in programma dall’8 al 12 giugno 2016, mentre il Motor Show dovrebbe tornare a dicembre dopo aver saltato un turno». Così Andrea Levy, presidente del comitato organizzatore di Parco Valentino, ha salutato gli ospiti intervenuti all’affollata conferenza stampa novembrina tenutasi nelle sale del Castello del Valentino a sette mesi dal ritorno della kermesse all’aperto inaugurata nel 2015. I fans rimasti orfani, almeno per il momento, del Motor Show nato nel 1976 da un’idea dell’imprenditore Mario Zodiaco, possono tutto sommato dormire sonni tranquilli: il futuro a breve termine della fiera dei motori in salsa felsinea è più che mai nebuloso, eppure in Piemonte, nella città capoluogo che fu sede del Gran Premio del Valentino vinto nel 1955 da Ascari, un Salone dell’Auto c’è e ci sarà anche l’anno venturo complici l’endorsement ricevuto dall’amministrazione comunale («la fiducia è immutata e l’obiettivo resta quello di mettersi a disposizione di Torino e dei torinesi», l’arringa dell’assessore ai Trasporti Lubatti) e la presa visione delle novità che caratterizzeranno la seconda edizione, dalle 40 Case automobilistiche attese ai nastri di partenza all’allestimento di un’area test-drive fino alla rinascita del premio Car Design Award e alla conferma della sfilata dinamica, sabato 11 giugno 2016, che dalla centralissima piazza Vittorio Veneto condurrà le vetture a Superga e, ça va sans dire, nel piazzale della reggia di Venaria Reale. L’uovo di Colombo, o se preferite l’uovo di Parco Valentino, organizzazione ben oliata ormai adusa a trovare soluzioni semplici per problemi complessi, si fa strada attraverso le parole del sindaco Fassino: «l’idea di partenza è consistita nel restituire a Torino il suo Salone dell’Auto con un format inedito che fosse in linea con i tempi moderni». Silvia Baruffaldi, direttrice della storica rivista Auto&Design, cavalca l’onda della gratitudine declinata in stile sabaudo: «il concetto di restituzione ben si sposa con il ritorno del prestigioso premio che incarna una sorta di Oscar dello stile automotive». Novità, restituzione e piacevoli conferme, questi i temi cardine di una conferenza stampa all’insegna dei toni conviviali che già si propone di tracciare gli orizzonti e le tendenze dei Saloni dell’Auto in versione due punto zero; perché con un Motor Show fermo ai box e un Milano Auto Show annunciato in pompa magna dal suo patron e poi dissolto nel nulla con buona pace del potente volano di Expo 2015, enorme successo di pubblico in quel di Rho, il Salone di Torino «punta su un rinnovato entusiasmo per imbastire una festa dell’automobile di scena in una location impareggiabile». Firmato Andrea Levy, anima instancabile di un progetto che poco più di due anni fa sembrava un sogno bello eppure molto difficile da realizzare.

Twitter @Fra55oni