Va ora in Honda

A cura di Ermanno Frassoni

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Tutto a posto e niente in ordine come insegna Lina Wertmüller. Dopo l’episodio del contatto Rosberg-Hamilton a Spa Francorchamps, la dirigenza del team Mercedes prova a fare orecchie da mercante tra rivelazioni ovvie («io e Nico amici, sì, ma per modo di dire», ha grugnito Lewis) e scuse al velluto (quelle di Nico), alimentando le voci di un interessamento del binomio McLaren-Honda (dal 2015) nei confronti del britannico. Già, proprio la Casa giapponese fuoriuscita dal Circus a fine 2008, quando la Honda «totale» divenne (ahiloro) Brawn, che oggi scalpita per avere un campione del mondo (possibilmente non Button…) in vista del rientro da motorista nei ranghi McLaren. Tra i candidati, sulla carta più papabili di Lewis, Alonso (ma va?) e soprattutto Vettel, ai quali il buon Ito, presidente e ceo di Honda, avrebbe girato, via Ron Dennis, offerte economiche allettanti. Ci vorrebbero forse Mr. & Mrs. Smith, i neosposi Pitt-Jolie, per dipanare la matassa prima del fatidico «va ora in Honda…», che Push to Rants immagina pronunciato da una giornalista bella e brava qual è Mariasilvia Santilli, così da rivitalizzare il fiacco mercato piloti dell’estate 2014; gli oggetti del desiderio, però, non sono mai a portata di mano e, talvolta, nemmeno di telecomando.

Twitter @Fra55oni