«Kubikant», una critica della ragion pura

Rally Mexico, León 06-09 03 2014

A cura di Ermanno Frassoni

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All’inizio del mese che condurrà gli italiani all’attesa tornata elettorale, la rubrica Push to Rants prova a soppesare la collocazione di Kubica nelle maglie del Mondiale Rally edizione 2014, cui l’ex pilota di Formula 1 risulta iscritto su Ford Fiesta WRC di M-Sport, come se si trattasse di scegliere tra due fazioni contrapposte alla vigilia del quinto round stagionale previsto in Argentina dall’8 all’11 maggio. Da una parte la lista «Fermate Kubica!», sull’altra sponda di un ipotetico fiume ecco sventolare il vessillo di «Non sparate sul rallista»: sì, perché nelle quattro tappe disputate con la Ford (Monaco, Svezia, Messico e Portogallo) il polacco ha sbattuto nove volte alimentando più di una preoccupazione tra appassionati e addetti ai lavori che hanno a cuore la salute fisica e psichica di Robert, scampato non senza conseguenze al terribile crash del Rally di Andora 2011. Il segreto per venire a capo della faccenda consiste forse nell’individuare velocemente le possibilità (del pilota), la validità (della scelta) e i limiti (propri e del navigatore). Kubica nella scia del filosofo Kant? L’impressione è che, per ritrovare in fretta il bandolo della matassa, una «critica della ragion pura» calzerebbe a pennello.