L’anno del cavallo e quello del Cavallino

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A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]«C[/dropcap]he confusione, intorno a me, è quasi come dopo una bomba». Rappa così Moreno nel suo singolo del giugno 2013, eppure l’asserzione potrebbe sposarsi con il senso di incertezza imperante tra le squadre di Formula 1 a ridosso dei test al via in Spagna il 28 gennaio in quel di Jerez de la Frontera. Si medita anche nelle stanze del potere Ferrari. Perché la nuova monoposto di Maranello, che vogliamo battezzare la «perigliosa» come a rimarcare una possibile minaccia per i rivali o, in caso di flop, una insidia per sé e il futuro dei propri dirigenti, verrà mostrata domani via Internet (un peccato, ma la moda ha ormai preso piede) dopo aver sigillato in un museo la F138 (falsa) «speranzosa». «L’Italia deve proseguire lungo la strada del risanamento», indorava la pillola alcuni giorni fa il commissario Ue Olli Rehn in visita a Roma. Chissà se Raikkonen, finlandese pure lui, e Alonso, la pensano allo stesso modo sulle chances della Rossa 2014. Intanto ci si affida alla cabala: il 31 la Cina saluterà l’anno del cavallo (porterà bene al Cavallino?) sperando che la stagione entrante sia da «mèng» (sogno), slogan del presidente Xi Jinping scelto nel 2012 per descrivere l’umore della potenza orientale.