L’erba del vicino

A cura di Ermanno Frassoni

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SPA FRANCORCHAMPS – Dall’entrée al dessert, come direbbero (alcuni) belgi. Nell’anfiteatro naturale delle Ardenne rimbomba la moda dei gavettoni con acqua ghiacciata (ma non ci si poteva limitare alle donazioni?) a cui si sarebbero sottoposti diversi piloti di Formula 1, mentre là fuori, tra La Source, Eau Rouge, Raidillon e chi più ne ha più ne goda, è dura Lotterer (oops!) complice il repentino stop alle importazioni della Ma(russia) che alla vigilia sbandiera il signor Rossi (Alexander) al posto di Chilton salvo poi mordersi la lingua. Del resto l’Arneis (famiglia vini Bianchi) non è facile da abbinare alla Bonarda (Rossi). In una domenica di (quasi) sole Hamilton si invola e non decolla, mentre Rosberg, fischiato per il suo «errore stupido» (parola di Lewis), salva la Mercedes con la piazza d’onore alle spalle di un Ricc(i)ardo III più rapace che mai. Vettel non va oltre il quinto posto, Alonso è settimo ma Raikkonen sfiora il podio; Bottas è terzo e Massa si perde a Zandvoort, Button è sesto e Magnussen penalizzato. L’erba del vicino (di box) è sempre più verde anche per Vergne, battuto da Kvyat e già impacchettato da «baby» Verstappen. E, una volta tanto, la «guerriglia» poco democratica di Spa che non piacerebbe a Beppe Grillo riesce persino a riappacificare valloni e fiamminghi.

Twitter @Fra55oni