Mai… weather

 

Vettel solleva nuvole d’acqua nelle qualifiche in Malesia (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SEPANG – Poco più di un mese al match di boxe dell’anno che vedrà Mayweather e Pacquiao salire sul ring dell’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas con in palio il mondiale unificato dei pesi welter e poco più di un’ora e quaranta di Gran Premio in Malesia per avere la certezza che il meteo, portatore insano di un violento acquazzone nelle qualifiche del sabato, non sarebbe stato un fattore da considerare lasciando il posto a colpi di scena genuini e tattiche di gara spregiudicate. Una domenica ispirata dal celebre film di Dino Risi, stavolta declinato al plurale: i sorpassi e non il sorpasso. Quello di Vettel, purosangue ferrarista vincente, ai danni di Rosberg, quello di Nico su Raikkonen e di Seb nei confronti di Hamilton, al rientro in pit lane per la seconda sosta. Vettel e l’Allison Ferrari, così simile alla Lotus 2013 di Kimi gentile con le gomme, che ritrovano la vittoria, il «nein» del quattro volte iridato assente al briefing Mercedes del venerdì (o ci è andato camuffato?), gli pneumatici «sbagliati» montati nell’ultimo stint secondo Lewis, i pasticci della Stella presa alla sprovvista dal ritmo della Rossa e il salto (nel vuoto Red Bull) di Kvyat: il tempo, possibilmente sul giro, è tutto in Formula 1, anche quando le nuvole non riversano pioggia. La Mercedes ha due piloti sul podio, eppure la sua è una sconfitta prima del limite.

Twitter @Fra55oni