Mel-B con (s)vista

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A cura di Ermanno Frassoni

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flags_of_Australia MELBOURNE – Cosa avevate capito? Nel titolo non compare alcun riferimento né a Mel Gibson, attore e regista americano di origini australiane, né al décolléte di Mel B, procace ex Spice Girl anglo-caraibica. Semmai il lettore potrà scorgere un richiamo alle spiagge di St Kilda, uno sciccoso sobborgo ubicato a sudest di Melbourne nella cittadina di Port Phillip, e al bagno di sale dell’idolo locale Ricciardo, squalificato dopo il Gran Premio d’Australia, prova inaugurale del Mondiale di Formula 1 2014, per il consumo di benzina andato a quanto sembra oltre i limiti imposti dal nuovo regolamento (di chi l’errore?). Per la Red Bull, già azzoppata con Vettel, una sonora tegola sul capo a dispetto della ritrovata consistenza in gara. A festeggiare, tra i problemi di hardware e software che hanno risparmiato poche vetture in un weekend da ingegneri NASA con brutti nasi (Caterham e Toro Rosso docet), sono rimasti Rosberg, implacabile vincitore, il rookie Magnussen, promosso secondo, e il «volpone» Button. Punti importanti per i ferraristi e domenica da segnare sul calendario per Bottas e Kvyat. Va da sé che l’inno di Mel-B (per gli amici) dovrebbe essere «I’ve got the power» (unit): in fondo, al di là delle tante novità, quattordici piloti su ventidue hanno visto il traguardo. Come andrà in Malesia?