Meravigliose boccacce

Alonso incalzato da Verstappen: nel GP di casa la Honda è finita nel mirino dello spagnolo (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SUZUKA – I fratelli Taviani, registi del «Meraviglioso Boccaccio» tratto dal Decameron dello scrittore e poeta fiorentino vissuto nel Trecento, riusciranno forse a perdonare la storpiatura del titolo, consci degli innumerevoli ribaltoni morali e materiali che ha saputo offrire il Gran Premio del Giappone di Formula 1 disputato sul probante circuito concepito dal geniale designer Hugenholtz nel lontano 1962. Perché le istantanee delle meravigliose boccacce di Suzuka sono primariamente quelle di Alonso, costretto a barcamenarsi con una McLaren da GP2 (parole dello spagnolo) non senza lanciare via radio frecciate al veleno all’indirizzo di Hachigo, presidente della Honda, quelle del dominatore Hamilton, al comando dal pronti-via complice uno start annichilente ai danni del poleman Rosberg e poi sempre davanti con buona pace di chi già pregustava un rewind di Vettel in stile Singapore, e quelle di Verstappen, che dopo il «no» agli ordini di scuderia impartiti dalla Toro Rosso nella notte scarlatta di Marina Bay ha la meglio su Sainz tanto da regalarsi due punti alla vigilia del diciottesimo compleanno. Memore del «lasciatemi guidare» urlato da SuperSeb nella città-Stato del Leone, nel parco giochi Honda messo sotto scacco dall’invasore Mercedes il buon Lewis risponde a tono, anzi a Toto: da Cutugno a Wolff la musica è cambiata.

Twitter @Fra55oni