Monumento Nazionale di Monza

Hamilton guadagna la pit-lane: il GP Italia è concluso ma le polemiche sono appena agli inizi (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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MONZA – Nel 2008 furono Vettel e la Toro Rosso a disvelarsi in uno dei contesti più ambiti della Formula 1, nel 2015 sono Hamilton e la Mercedes a ribadire la propria appartenza a una classe superiore anche se in modo meno spettacolare. Fino alla bandiera a scacchi, perché nel quarto Gran Premio d’Italia di fila tristemente privo di piloti del Belpaese la Mercedes del trionfatore finisce sotto pressione FIA (di pneumatici) tanto da ridare fiato alle chances di vittoria, poi rientrate, di Sebastian il Rosso, viceré davanti alle Williams del gigione Massa «troppo vecchio per certe battaglie» (cit.) e di Bottas, ex «bestia nera» di Raikkonen. Già, Kimi, che si pianta al via e poi recupera veemente rischiando persino di farsi tamponare da Merhi. Eppure, kappaò di Rosberg a parte, nella controversa domenica brianzola non succede granché di nuovo, se si eccettuano lo show delle Frecce Tricolori, l’inno eseguito da Il Volo e le divertite passerelle del premier Renzi e dei due presidenti rivali Marchionne e Zetsche. Stonano i fischi di una fetta (avariata) del pubblico a Nico, out alla Roggia, e al biondo Lewis, svettante sul podio di un autodromo che invece, per storia e contenuti, meriterebbe la promozione a Monumento Nazionale di Monza; una sorta di patrimonio dell’Unesco da preservare nel tempo al di là del rinnovo in dubbio e delle pretese di Ecclestone.

Twitter @Fra55oni