Motor Show 1976-1980, quando Andretti non salì sull’autobus

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]S[/dropcap]i può misurare la distanza, non solo in termini chilometrici, che divide la campagna tropicale di Santiago de Veraguas, a metà strada tra la capitale di Panama e il Costa Rica, dalla città italiana di Bologna? Risulta difficile immaginare due poli altrettanto opposti, ciononostante è in America Centrale che Mario Zodiaco ha trovato una seconda patria. Ma si sa, l’amore per la natura e la propensione all’avventura sono due costanti nel percorso del «signor Motor Show». Si andava preparando l’edizione del 1977 quando un’apparente goliardata pareva in grado di lasciare nuovamente a bocca aperta appassionati e addetti ai lavori. «Mario Andretti, che si era classificato terzo nel Mondiale di Formula 1 del ’77 vincendo il Gran Premio di casa a Long Beach, accettò l’investitura a «padrino» di quel Motor Show. Gli proposi di mettersi al volante di un autobus per le strade di Bologna, carico di giornalisti in modo da promuovere al meglio la seconda edizione della kermesse, e lui accettò con entusiasmo. Non avevo però fatto i conti con i funzionari del Comune. Quando mi recai negli uffici preposti allo scopo di ottenere i necessari permessi mi fecero presente che Mario avrebbe dovuto avere la patente autorizzata per il trasporto pubblico di passeggeri valida in Italia. Andretti mi disse che aveva quel tipo di patente, rilasciata tuttavia dagli Stati Uniti d’America. In Comune si dimostrarono inflessibili: «Andretti dovrà ridare l’esame in Italia». Io, allibito, dissi che una simile iniziativa avrebbe portato ulteriore pubblicità a Bologna, senza contare che quei passeggeri erano giornalisti e non utenti qualsiasi. Mi aggrappai all’ipotesi di far precedere l’autobus da un paio di vigili a bordo di motociclette, ma nemmeno questa possibilità venne presa in considerazione. Il funzionario del Comune, che esibiva una «diabolica» mano in tasca, fu irremovibile e per Mario Andretti conducente di autobus non ci fu nulla da fare. In seguito, tra il ’78 e il ’79, Mario mi suggerì di organizzare dei Motor Show negli Usa, dove sicuramente il ritorno economico sarebbe stato maggiore, ma io declinai l’invito dal momento che sentivo di non padroneggiare così bene la lingua inglese. Una scelta di cui mi pentii, perché così facendo avrei potuto tirarmi fuori dall’ambiente bolognese, sempre più ostile nei miei confronti, esportando il format Oltreoceano».

Nella foto, Mario Andretti vincitore a Long Beach nel 1977