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Il nero e l’argento

A cura di Ermanno Frassoni

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 SUZUKA – Il titolo dell’ultimo romanzo di Paolo Giordano, già Premio Strega con «La solitudine dei numeri primi», sintetizza bene lo stato d’animo di addetti ai lavori e appassionati di Formula 1, a metà tra il terrore e lo sconcerto, complice l’incredibile dinamica dell’incidente occorso a Bianchi nei frangenti conclusivi di un Gran Premio del Giappone passato dalle tonalità argentate delle Mercedes di Hamilton, poi vincitore, e Rosberg, all’abisso nero della Marussia numero 17 accartocciata dopo l’inopinato scontro con la gru di sicurezza intenta a ricoverare la Sauber di Sutil. Così, mentre là davanti Lewis e Nico transitavano sotto una bandiera rossa divenuta «checkered flag», la regia internazionale della FOM si perdeva (oscurava?) il crash devastante del pupillo di Todt Jr. lasciando i telespettatori a casa e i fans sulle tribune a rigirarsi nell’incertezza delle tre scimmie sagge (?) del proverbio nipponico. Lo stop subitaneo di Alonso, il duello vero delle Frecce di Stoccarda nella «piscina» di Suzuka, il casco allusivo di Vettel e persino il tifone Phanfone, il cui nome sembra inventato apposta per farsi travolgere da frizzi e lazzi, restano dunque sullo sfondo in una giornata innaffiata di polemiche. Sì, «motorsport can be dangerous», ma anche se per Push to Rants è triste dirlo, stavolta non c’è proprio niente da ridere.

Twitter @Fra55oni

Di Ermanno Frassoni

Dal 2005 al 2010 ERMANNO FRASSONI dirige la rubrica online di Arte, Attualità, Media, Narrativa, Sport e Tendenza "L’Angolo del Webmaster". In seguito vira nettamente in direzione motorsport collaborando tra il 2008 e il 2010 con eRaceMotorBlog, RacingWorld e Stop&Go. Dal gennaio 2011 al gennaio 2013 è caporedattore del network MotorInside. Dal febbraio 2013, sulle pagine di Motorsport Rants, tiene la rubrica "Push to Rants". Tra i suoi interessi, oltre alle corse, anche il marketing e gli eventi. Twitter @Fra55oni