Panchina lunga

Da sinistra verso destra Ocon, Ghiotto e Bernstorff sul podio (© GP3 Media Service)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Tutti per uno (il sedile vacante in ottica 2016 alla Lotus quasi Renault), uno per tutti. Il marchio di fabbrica dei moschettieri al centro del romanzo ottocentesco di Alexandre Dumas non stride affatto con le aguzze trame in via di tessitura tra Enstone, villaggio dell’Oxfordshire inglese sede della Lotus, e Viry-Châtillon, nell’Île-de-France avamposto della divisione Renault Sport F1. Già, perché gli Athos, i Porthos e gli Aramis impazienti di aggiudicarsi un posto accanto a Maldonado crescono di pari passo con il trascorrere delle settimane; a festeggiare l’ingaggio, però, sarà solo il D’Artagnan di turno in grado di mettere in ombra i pur volenterosi compagni d’avventura. La panchina, giusto per mutuare una terminologia in voga nel calcio, è lunga: Vergne e Vandoorne i più accreditati, mentre le principali squadre iscritte al Mondiale hanno entrambe le caselle occupate e a tenere banco è il mercato dei propulsori. Eppure gente del calibro di Luca Ghiotto, leader del campionato GP3, ed Esteban Ocon, suo rivale, non meriterebbero di essere esclusi dalla corsa. Discorso simile per Magnussen, silurato da McLaren, e Rowland, neocampione World Series. Peccato che anche nel motorsport dilaghi ormai la strategia del catenaccio…

Twitter @Fra55oni