Precariato di élite, al Mauto il trionfo di Giorgio Stirano e Lancia Delta S4

Particolare della copertina del libro «Precario perpetuo» (© Archivio Giorgio Stirano)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Metti una sera di ottobre al Museo dell’Automobile di Torino, Mauto per gli amici, complice un vernissage nell’elegante auditorium in onore dei volumi «Precario perpetuo», autobiografia dell’ingegner Giorgio Stirano, e «Lancia Delta S4», omaggio di Luca Gastaldi e Vittorio Roberti a quella splendida eppure temibile creatura rally concepita a metà anni Ottanta da Claudio Lombardi secondo le norme FIA del Gruppo B che nel Mondiale costarono la vita a Toivonen e Cresto al Tour de Corse del 1986. «Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia […]», annota Lorenzo il Magnifico nel quattrocentesco «Il trionfo di Bacco e Arianna»; l’esortazione alla necessità di cogliere l’attimo ben si sposa con le vicende narrate da Stirano, ex ingegnere Osella e Forti Corse in Formula 1, e dal duo Gastaldi-Roberti, perché una precarietà più o meno consapevole ha caratterizzato sia la carriera del progettista torinese, sempre pronto a intraprendere nuove sfide rifiutando il ruolo di uomo-azienda, che il percorso della Delta S4, chiamata a ballare per due sole estati prima della messa al bando delle «mostruose» Gruppo B. Il trionfo di Stirano e Lancia Delta S4: un affresco degno del Magnifico che celebra la voglia di fare e di sperimentare. Nel motorsport e nella vita.

Twitter @Fra55oni