Rilancio De Tomaso, Genii e non scemi

A cura di Ermanno Frassoni

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«Sono nella cabina del Principe di Savoia, […] e nel parcheggio vedo una Pantera De Tomaso rossa e nera […], con ruote larghissime e parafanghini belli sporgenti. Una macchina fantastica. Per prima cosa, mi chiedo cosa ci facesse lì […]; per seconda, dico a mio padre che quello è il regalo che voglio. Dall’altra parte del filo: «Madonna, il Pantera?». «Sì, sì». Beppe Gabbiani, ex pilota, tratteggia nel suo libro «Cavallo pazzo» quel colpo di fulmine che lo porterà a possedere la sciccosa coupé erede della Mangusta. Pare di vederlo, Beppe ragazzetto a Cortina, anche se il presente è ben diverso: la Casa automobilistica di Alejandro De Tomaso, fallita nel 2012, rischia di finire nelle mani del fondo cinese Ideal Peam, interessato a rilevarne il marchio ma non i lavoratori del Torinese, perché l’offerta di L3 Holding e Genii Capital, quest’ultima attiva nel Circus mediante il team Lotus F1, risulterebbe meno allettante. «L’idea è di arrivare a 360 dipendenti nel 2022», incalza Patrick Louis, responsabile automotive del fondo lussemburghese pronto a farsi carico di un vero piano industriale. Genii e non scemi, verrebbe da dire parafrasando una celebre uscita, in verità sibillina, dell’Alonso ferrarista: i prossimi giorni saranno quelli decisivi.  

Twitter @Fra55oni