Simona medico della Saub(er)?

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A cura di Ermanno Frassoni

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Thun è il nome della città di circa quarantaduemila anime che ha dato i natali, nel Canton Berna della Svizzera centro-occidentale, alla pilotessa Simona de Silvestro, una quadriennale esperienza in IndyCar Series, ma potrebbe anche essere il rumore sordo provocato dal tonfo della Sauber C33 motorizzata Ferrari nel Mondiale di Formula 1 del 2014. Sei Gran Premi disputati e, alla vigilia del Canada, nemmeno un punto iridato per Gutierrez e Sutil, in difficoltà nel superare i tanti malesseri della monoposto firmata dall’ingegner Gandelin. Non sembra dunque bastare la gestione Kaltenborn, prima donna sul ponte di comando di un team della massima formula; in chiave 2015, però, non è escluso che il contributo della «affiliated driver» Simona, munita di passaporto italiano e svizzero, possa diventare più fattivo. «L’importante è la velocità, non il sesso», ha risposto lei ad Autosport allineandosi alle posizioni di Angela Ahrendts, neo manager di Apple, in tema di quote rosa. Simona medico della Saub(er) come Pierino-Vitali vice primario a tutti i costi nel film di Carnimeo? Per adesso l’idea furba è che la de Silvestro vinca quantomeno la concorrenza delle Susie Wolff sparse per il mondo.