Slingshot, il diario di Davide Amaduzzi – 24 Ore per Adria: voglio l’autoradio!

Quando faccio qualcosa di particolare ,alla fine, solitamente mentre torno a casa in auto o con qualunque mezzo di trasporto, rivivo alcuni momenti e magari li analizzo. Spesso sento il bisogno di scriverli, più che altro per me, ma da quando Motorsport Rants mi ha dedicato una rubrica, condividerli con voi è’ anche più piacevole.

Come dicevo, quando vivo alcune esperienze diverse o inusuali, non necessariamente di importanza topica a livello professionale. Anzi. Le cose che più mi fanno psicoanalizzare me stesso e quello che vivo sono i risvolti personali e umani. La scorsa 24 ore per Adria mi ha dato qualche spunto. Non l avevo mai corsa. Non ci avevo nemmeno mai pensato. E invece giovedì sera mi chiama Mauro Trentin. Ex rallysta divenuto pistaiolo nel momento in cui io, da formulista puro, cominciavo a “sporcarmi” di ruote coperte, dopo che fino ad allora avevo sostenuto che in un auto da corsa ci si doveva salire da sopra. Mi sono ampiamente ricreduto nel tempo, ma non divaghiamo!

24 ore ADRIA 2013 + Le mans Nascar FP 2013 040Dicevo: ex rallysta, ora pistaiolo, amico fraterno a cui quest’anno, ma un po’ anche in passato, quando eravamo assieme nell Italiano GT, sono ho fatto da tutor personale nella Superstar.

Mi chiama e mi dice: “Ti va di fare la 24h con me , Enrico e altri tre?”

E io: “Boh, non so. Adesso vedo”.

Lui, sempre molto diplomatico: “Guarda che non era una domanda”.

“Ah, OK”.

E così sabato mattina parto all’alba per Adria. Il gran ferro che guideremo è una 500. Per strada realizzo che non corro con una trazione anteriore da 15 anni e forse non ho mai corso con un’auto con così pochi cavalli. Beh, poco male, c’è sempre una prima volta. Non è che senta una grande pressione per l’evento 🙂

Il team, il Tre.ma Sport Esapro Team, e’ nato in funzione di un progetto legato ad un simulatore di guida professionale. La gara sarà un veicolo promozionale, in teoria. In pratica poi i ragazzi che compongono l’equipaggio sono quasi tutti amici. Chi non lo è, lo diventa. DS del team è Nicola Trentin, fratello di Mauro, 10 anni più giovane ma di una bravura e una maturità tale che spesso mi sembra sia lui il maggiore (lo so, con questa mi sono giocato l’amicizia di Mauro). E’ super in ogni cosa, a partire dall’organizzazione dei turni guida, che in tutta onestà io credevo fossero incentrati su loro cinque, con me nel ruolo del”jolly”. Nelle libere faccio un giro solo per capire come funziona la macchina. Capisco subito che il freno non è da pestare forte, nemmeno un po’. Con il bagnato creato dalla nebbia, solo a guardarlo si blocca.

24 ore ADRIA 2013 + Le mans Nascar FP 2013 050

Parte la gara e Mauro è in macchina per lo start. La nebbia dopo un po’ si alza. Io sereno seguo gli altri, faccio da spettatore interessato. Poi, come quinto pilota, salgo in vettura. In pochi giri trovo il ritmo e vengono bei tempi. Non è che sia lì a cercarli, ma mi diverto a sfruttare ogni centimetro di pista. Penso alle lezioni che faccio agli allievi della scuola di pilotaggio per cui lavoro, quando dico agli allievi che l’unica differenza tra una trazione anteriore e una posteriore,a livello dinamico, è che se parte dietro la si può raddrizzare facilmente col gas. E sul bagnato è la fiera del sovrasterzo.

Penso che la macchina va un po pianino, ma povera, non ha cavalli e penso anche che uno stint di un’ora e mezza è lunghino ad Adria. Non è la prima volta che guido con la nebbia, ma una gara con la nebbia non la ricordo. Alla fine mi sto divertendo anche senza guidare un mostro e senza correre una gara di grande importanza internazionale e alla fine… penso anche che sto pensando troppo! La nebbia scende di nuovo e, mentre sto facendo tutti i miei ragionamenti, cerco il mio riferimento per la frenata del tornantino e mi accorgo che è già passato e non l’ho visto per la nebbia! Freno di colpo, ma ormai ho il muso in ghiaia ! Non ci credo. Il pilota professionista, il fenomeno del gruppo, che si pianta come un pirla! Per un attimo cerco il pulsante dell autodistruzione, ma non lo trovo. Poi penso di scendere e scavare nella ghiaia per sotterrarmi, ma i commissari sono poi rapidi e sono di nuovo in pista.

Questa volta, auto facile o no, lenta o no, decido che forse è meglio concentrarsi. E’ pur sempre una gara!

Recupero bene e faccio bei tempi. Scendo dopo un’ora e mezza convinto di avere fatto il mio turno e che ora mi godrò la 24 ore degli altri amici tra un caffè ed un pasticcino. E lo immagino con il sorriso perché poi mi piace la gente con cui sto passando questo weekend, in pista ma senza nulla di una gara normale. Un gioco, un divertimento puro. Nella mia testa loro dovrebbero divertirsi in pista e io aiutarli da fuori.

Dopo qualche ora arriva la notte e io, trattato da vero signore da Mauro & Co., mi sono fatto una doccia e ho pure dormito 3 ore in una camera molto carina in autodromo. Sono d’accordo con Nicola che scenderò alle 3 del mattino per vedere se servo. E servo, perché il cambio fa le bizze: la terza non entra o gratta.

Fatto sta che Nicola mi fa: “Prima o poi, durante la gara, lo cambieremo, ma per ora conviene andare avanti e mi serve un esperto”.

“Ok”, dico io, e salgo per un’altra ora e mezza di guida sul bagnato con questa nebbia che non ci molla mai. D’altra parte siamo ad Adria , non a Santo Domingo…

24 ore ADRIA 2013 + Le mans Nascar FP 2013 087Siamo in lotta per il podio. Parto e mi accorgo che il problemino al cambio è molto semplice: la terza non sta dentro. Peccato che le curve qui sono praticamente tutte di terza! Così mi sparo un’ora e mezza sul bagnato guidando con una mano sul cambio e una sul volante. Per un attimo butto un occhio allo specchietto retrovisore per vedere se la GO PRO è accesa e mi figuro tutte le volte che ho ripreso i miei ormai famosi allievi, dicendo loro che non si tiene la mano sulla leva del cambio ed eccomi a fare contro sterzi da paura con una mano sulla leva. Alla fine del turno scendo e ringrazio per lo stint piacevole e atipico….

Subito Nicola, insieme a Enrico, mi dice che la sostituzione del cambio è prevista per le 9, quindi, dopo Mauro, un”esperto”, che a questo punto mi sembra una rogna e non un vantaggio, come qualifica) deve portarlo avanti. Chi vince questo ennesimo turno da un’ora e mezza? Indovinato: siamo comunque ancora tra il secondo e terzo posto, nonostante il cambio e nonostante un paio di errori dei meno esperti, che però ora stanno riposando.

Riparto e…sorpresa! La terza non esce più, ora proprio non c’è e insieme a lei se n’è andata anche la seconda. Bene. Quindi essendomi rimaste la prima e la quarta, l’alternativa non c’è e mi sparo uno stint in monomarcia, la quarta.

Non avevo mai guidato un’auto monomarcia e soprattutto uscire dai tornantini è un bel casino. Dire che sono abbastanza fermo è un eufemismo, però trovo la maniera  di imparare qualcosa, per esempio come fare scorrere l’auto per fare più velocità, si fa per dire, possibile. Alla fine pure i tempi non sono drammatici, il problema però è che mi sto addormentando. Non me ne voglia la 500, ma in quarta in mezzo alla nebbia e col bagnato, cerco per un attimo l’autoradio. Cavolo non c’è!!! Allora decido di chiamare con un telefono che c’è in auto (ho gli auricolari, ovviamente…) al box, dove Nicola mi risponde preoccupato.

24 ore ADRIA 2013 + Le mans Nascar FP 2013 088“Cosa c’è? Tutto ok?!”

“Sì Sì, tutto ok, volevo solo fare due chiacchiere per passare il tempo.”

Alla fine del turno, sostituiamo il cambio in una finestra di mezz’ora obbligatoria per tutti. Gli altri avversari, eccetto il leader, hanno avuto a loro volta degli inconvenienti e quindi siamo ancora secondi.  Intanto io, che ho guidato 4 ore e mezza delle ultime 6, vado a farmi una doccia e a rilassarmi un attimo. Quando torno, il cambio e’ ok, ma un dei ragazzi con meno esperienza ha piantato la macchina nel muro. Nulla di che, succede, ma la sospensione da cambiare. Ci passano in due e siamo quarti. Poco dopo uno dei nostri avversari si ritira per rottura del motore e chiudiamo sul podio!

fotoAl di là del risultato, che mi fa piacere soprattutto per i ragazzi che hanno vissuto la loro prima esperienza, penso che una 24 ore di solito è eterna a passare. Questa invece è volata tra le risate tra amici e i momenti di relax, tanto da non sembrare nemmeno una corsa. O almeno io l’ho vissuta così, in un paddock pieno di persone conosciute, con cui scambiare due parole in un’atmosfera diversa, anche se sempre in pista. Un bel modo per chiudere la stagione 2013, senza dimenticare che, anche senza Telethon, la gara era a favore di una organizzazione per la cura degli anziani. Ottima iniziativa.

Grazie a quel matto di Mauro, che ne pensa sempre una nuova ogni giorno, eccoci pronti a tornare a casa. Mai aevo pensato di affrontare questa gara, ma ora magari con loro si potrebbe pure rifare, il prossimo anno. Però nel 2014 una cosa sarà prioritaria: voglio l’autoradio! 🙂

Davide Amaduzzi

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