Star Dakar, il risveglio delle corse

Una monoposto riflessa nella visiera di un addetto antincendio: a gennaio il motorsport riparte dalla Dakar (© AP Photo)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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«In Argentina sta piovendo molto ma la Dakar è così, le complicazioni sono all’ordine del giorno». Parola di Nani Roma, veterano di questo tipo di gare che da domani al 16 gennaio andrà alla caccia del terzo successo personale alla Dakar, il celeberrimo rally raid di stanza dal 2009 in Sudamerica, dopo aver fatto saltare il banco sia con le moto che con le auto. Oltre un centinaio le vetture al via, poco meno di centocinquanta le moto, una cinquantina i camion e i quad che da Buenos Aires si fionderanno alla conquista dei terreni di Argentina e Bolivia fino all’approdo di Rosario che saluterà gli equipaggi vincitori. Con gli ex rallisti Sainz, Loeb e Hirvonen pronti a confrontarsi sugli sterrati della Dakar 2016 che sulla carta dovrebbero agevolare loro il compito in una maratona del deserto giocoforza imprevedibile. «The Odyssey», questo il nome di battaglia della Star Dakar, per dirla con i fans della saga creata da George Lucas, coincide con quel risveglio delle corse che proseguirà sull’onda del Rally di Montecarlo (21-24 gennaio) e della 24 Ore di Daytona (30-31). Perché, Formula E a parte, i lavori grossi nel comparto motorsport stanno per ripartire e dopo il brindisi di fine anno persino l’inverno caldo dei test di Formula 1 in Spagna sembra più vicino del previsto.

Twitter @Fra55oni